Per un attimo, chiudete gli occhi, sono gli anni novanta e la vostra tv trasmette un episodio di Beverly Hills 90210.
90210 è il codice di avviamento postale della città di Beverly Hills, probabilmente nemmeno lo sapevamo, eppure quel logo rotondo, simbolo della serie americana, lo sfoggiavamo sulle spillette di latta attaccate all’Invicta, sulla copertina del diario e sulle scarpe da ginnastica di tela.
Le puntate di Beverly Hills 90210 erano diventate un manifesto dell’adolescenza, affrontavano apertamente tematiche e sfide tipiche di quella età, caratterizzata dalla ricerca di una propria identità. Ci sembrava di essere davvero a Los Angeles o almeno lo speravamo , magari nella cabrio di Dylan e laddove non bastava l’immaginazione ci pensava la moda: i jeans a vita alta lavaggio medio, i vestiti a fiori di Andrea e la frangia nera come quella di Brenda.
Brenda, già. Quanto avremmo voluto prendere il posto da lei occupato nel cuore di Dylan? Quante volte abbiamo giocato ad essere lei: i capelli neri e le labbra vermiglie, pochi orpelli e la bellezza della semplicità.
Bellissima, anche quando nel 2015 si mostrò al mondo combattiva e determinata soldatessa impegnata a combattere il cancro. Brenda ha lasciato, nell’immaginario comune, il posto alla donna Shannen Doherty che è diventata eroina reale di una battaglia che ha documentato passo dopo passo, senza nascondere la paura dell’incognito, permeata, però, da inestimabile spirito combattivo.
Nel suo podcast “Let’s Be Clear”, il 25 giugno scorso, nonostante i progressi della malattia, Shannen si dichiarava piena di speranza nella possibilità di sperimentare nuovi protocolli medici per la cura. Speranzosa certo, ma anche preparata alla possibilità di non farcela.
Sappiamo tutti com’è il finale di questa storia che ha scritto un epilogo che in tanti, quegli stessi adolescenti sintonizzati sulla nuova puntata di Beverly Hills 90210, hanno sperato di non dover leggere mai. Quello che non sappiamo, ma che possiamo aver immaginato, è che Shannen Doherty nel racconto della sua malattia, mettendo in atto la capacità soggettiva ed individuale di adattarsi alla condizione di malattia e di far fronte ad essa con l’utilizzo di diverse strategie psico-adattive (poco prima abbiamo parlato del suo podcast, per fare un esempio), è diventata manifesto di lotta attuando quello che in psicologia prende il nome di processo di Coping.
L’attrice di “The X-Men: Apocalypse” Olivia Munn, raggiunta dalla notizia della morte di Shannen, concede alla stampa la divulgazione di un dettaglio, non di poco conto, sull’attrice di Beverly Hills 90210 che, nonostante si trovasse a vivere gli ultimi giorni della sua malattia, ha avuto la cura di chiedere alla Munn, che ha condiviso la stessa diagnosi oncologica della Doherty, il suo stato di salute.
Questo è il processo di Coping con atteggiamento combattivo. Alcune persone affrontano la diagnosi e la progressione della malattia con un atteggiamento combattivo. Vedono la malattia come una sfida e, in un certo senso, anche come un’occasione per la crescita personale. Mettono in atto strategie flessibili e diversificate per fronteggiare la situazione, mantenendo una visione positiva senza negare la gravità della malattia. Questo approccio è associato a un minor disagio psicologico, a un senso di maggiore controllo sulla propria salute, a una migliore aderenza alle terapie e a un decorso generalmente più favorevole della malattia.
Ancora una volta i racconti della vita di Shannen Doherty, quella reale e dolorosa, ci hanno tenuti incollati dietro ad uno schermo sperando di sentire o di leggere buone nuove sullo stato di salute dell’attrice. Se è vero che lo stile di adattamento alla malattia dipende da fattori individuali, è vero anche che è possibile modificarlo dando un significato diverso a quello che sta accadendo per adottare strategie d’azione più funzionali con effetti positivi anche sul decorso della malattia. In poche parole Shannen, ancora una volta, ci ha guidati nella costruzione della nostra identità, iniziata proprio nella fase adolescenziale che aveva come colonna sonora la sigla di Beverly Hills 90210, anche quando rapportata ad eventi nefasti come una diagnosi oncologica, rappresentando un esempio di lotta e di forza.
Queste le parole di Doherty ad ABC News circa la sua diagnosi : <<E ‘una pillola amara da ingoiare in un sacco di modi. Ho sicuramente giorni in cui dico, ‘Perché me?’ E poi vado, ‘Beh perché non me? Chi altro? Chi altro accanto a me merita questo?’ Nessuno di noi>>
Elisabetta Mauro



















































































