Uno spazio privato, in cui ritrovarsi per «colloqui intimi» e rinsaldare i propri legami affettivi e sessuali. Le «stanze dell’amore» nei penitenziari oggi potrebbero diventano realtà. La sperimentazione verrà avviata al carcere «Due Palazzi» di Padova. La svolta dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 10 del 2024 che ha dichiarato l’illegittimità del divieto di colloqui intimi tra detenuti e familiari, affermando il diritto all’affettività e alla sessualità in carcere. E quello che sta accadendo al Due Palazzi potrebbe poi accadere anche altrove. Le casette saranno dei container inserite nel giardino. Sistema già adottato in molti paesi europei: Russia, Francia, Olanda, Svizzera, Finlandia, Norvegia, ed Austria. In Germania e Svezia addirittura vi sono a tal fine miniappartamenti.Devo dire, afferma Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, la rivista che sta collaborando al progetto, che non ci speravo più. Sono 25 anni che attendevamo questa rivoluzione e sembra finalmente arrivata». mi auguro che le cose si concretizzino velocemente». Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo è stato sentito in Commissione giustizia alla Camera. «Il Dap è favorevole alla sperimentazione — hanno spiegato poi in una nota congiunta, la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Ristretti Orizzonti, e Sbarre di Zucchero dopo aver sentito lo stesso Russo — Non si tratta di generiche promesse, ma di importanti certezze».
«Una rivoluzione per umanizzare la detenzione — dice Favero soddisfatta. Un passo avanti dal punto di vista umano che arriva in un momento particolarmente difficile per le carceri visto anche l’alto numero di suicidi che si è verificato in questo periodo». Già nei giorni scorsi il garante del carcere di Montorio, don Carlo Vico aveva fatto appello alla necessità di umanizzare la detenzione. «Ci sono persone — aveva raccontato – che non vedono familiari da anni. Sono soli, non sono supportati, non hanno affetti vicini. A prescindere dalle problematiche di assistenza psichiatrica il malessere è molto più ampio».
Accanto alle «stanze dell’amore», intanto, si è discusso anche della possibilità di ampliare le telefonate. In questo momento i detenuti hanno a disposizione una telefonata di 10 minuti a settimana (unica deroga ammessa quella ai detenuti con figli piccoli). Ma anche su questo il Dap è favorevole alla liberalizzazione delle telefonate per tutte le persone detenute, ad esclusione solo di chi è sottoposto al regime del 41-bis e già da oggi un direttore ne potrà concedere `anche “cento” al giorno». A frenare su questo tipo di sperimentazione, però, interviene il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, che spiega come “Non esiste alcuna autorizzazione specifica riguardante la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova o altro istituto in Italia a proposito delle cosiddette stanze dell’amore”, ha spiegato, annunciando che a seguito della nota pronuncia in merito della Corte costituzionale, sarà costituito un tavolo di lavoro per approfondire la questione. Ogni eventuale iniziativa verrà intrapresa dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria che coordinerà, dopo un’opportuna ricognizione delle strutture, tutti i provveditorati e, a caduta, i singoli penitenziari. Le carceri hanno bisogno di serietà, non di propaganda”, è la chiosa del sottosegretario.
Maria De Rosa
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