Oggi abbiamo come ospite un talentuoso cantautore santantimese, Rafèle, che salutiamo e a cui diamo il benvenuto.
Parto subito con la prima domanda. Rafèle, nome d’arte di Raffaele Ronga: chi è Raffaele Ronga?
Un ragazzo della provincia di Napoli, con l’ossessione per la scrittura che vive la vita senza prenderla troppo sul serio ma sempre seguendo i propri sogni
Com’è nata la tua passione per la musica?
Per emulare i miei zii che suonavano il piano mi sono avvicinato prima allo strumento, studiando da ragazzino la musica classica.
Chi sono i tuoi riferimenti musicali?
Dalla, Sergio Caputo, Carosone, Totò Savio, Conte,Cremonini: sono tanti. Amo il cantautorato.
Nelle tue canzoni, ma anche per il nome d’arte che hai scelto, si avverte il tuo legame con Napoli, cosa significa per te questa città?
Mi sento napoletano anche se vengo dalla provincia. Il mio è un sentimento di apparenza ai luoghi lontano dal campanilismo che ci caratterizza come napoletani, è reale. In qualche modo Napoli, con tutti i suoi problemi, riesce a confortarmi nei momenti meno felici con i luoghi, con le persone.
Cosa pensi del panorama musicale italiano attuale?
Vastissimo, ci sono tanti artisti bravi, forse siamo troppi e questo fa perdere di vista il motivo per cui si fa la musica troppo spesso.
Con chi artista del panorama italiano attuale ti piacerebbe collaborare?
Utopia: Paolo Conte

La musica è sì un’arte, ma è anche una merce da vendere. Cos’ha il tuo progetto che altri non hanno, perché una persona dovrebbe ascoltarti, magari venire ai tuoi concerti e scaricare o comprare la tua musica?
Provo ad essere semplice e mai banale, fruibile ma non scontato, sono me stesso. La ricerca di una dimensione romantica ed ironica, vintage e futuristica è la mia chiave. Orecchiabile per i più superficiali, indie pop per chi si identifica in questo “genere”, già sentito per qualche discografico sono le frasi che si dicono. Io so che qualcuno mi ha notato e che circa 20mila persone hanno ascoltato la mia musica più di 100mila volte: è un dato.
Quasi 20.000 ascoltatori mensili su Spotify, il tuo album “(Rafèle)” è andato molto bene, ed ora anche il tuo nuovo singolo “Tienimi vicino, stringimi più forte” sta ottenendo riscontri positivi; come ti fa sentire tutto ciò?
I numeri, purtroppo, esistono e bisogna saperli leggere. Sicuramente mi scrivono tante persone da ogni parte del mondo e questo è quello che mi tiene in vita
Chi senti di ringraziare per questi tuoi successi?
Io sotto questo punto di vista non devo nulla a nessuno, ho ricevuto meno di quanto ho dato a tutti quelli che in qualche modo ci hanno avuto a che fare con Rafèle.
Un self-made man quindi. Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Vorrei fare un tour nei club.
Raffaele, io e tutti noi della redazione ti facciamo un grande in bocca alla lupa e ti ringraziamo per essere stato nostro ospite.
Giuseppe Gervasio



















































































