Da un film dell’Universo Cinematografico Marvel co-scritto e diretto dalla regista premio Oscar Chloé Zhao (Nomadland), interpretato da un cast stellare e con un budget di 200 milioni di dollari, ci saremmo aspettati di più… o di meno.
In effetti, la terza pellicola della Fase Quattro del media franchise, arrivata nei cinema italiani il 3 novembre, fa la stessa triste fine di Icaro: vuole volare troppo in alto, ma poi precipita. Tutto in questo cinecomic è “troppo” ed Eternals sarebbe stato di più, con qualcosa in meno. Il film è così impegnato a mostrare ciò che può fare e dove può arrivare, che trascura ciò che ha davvero da offrire. La storia attraversa un arco temporale di ben cinque millenni, di gran lunga più di qualsiasi altra pellicola Marvel, e, sebbene la sceneggiatura di Chloé Zhao, Patrick Burleigh, Ryan e Matthew Firpo arricchisca un film di supereroi con tematiche interessanti come l’esistenzialismo o il criticismo religioso e dipinga di nuove sfumature l’immancabile cameratismo, il voler presentare in 156 minuti dieci personaggi completamente nuovi in un’epopea secolare che attraversa il mondo intero (dalla Mesopotamia del 5000 a.C. alla Tenochtitlan invasa dagli spagnoli del 1520 e poi interludi nello spazio e l’Hiroshima a pochi minuti dalla bomba del 1945 e le odierne Australia, Alaska, Mumbai, South Dakota, Londra…), fa sì che la caratterizzazione degli eroi sia debole e che le loro vite risultino poco convincenti e interessanti. Il tempo di esecuzione prolisso, i limiti inerenti alla formula Marvel e la densa sovrabbondanza di trama rendono quest’ultima contorta e sbiadita.
Il colore domina, invece, nella fotografia e nella scenografia, dove riconosciamo l’occhio attento di Chloé Zhao dietro la macchina da presa. Stupefacenti tramonti dorati in un cielo quanto mai egemone, praterie sinuose, mari in tempesta, deserti, foreste… in questa lussureggiante esaltazione del paesaggio ritroviamo i segni distintivi della regista cinese di The Rider e Nomadland, col quale, lo scorso anno, ha ottenuto l’Oscar per il miglior film e la miglior regia. La maggior parte delle ricostruzioni sceniche sono state girate in varie parti del Regno Unito e delle isole Canarie. L’azione viene messa in scena dinanzi ad ambientazioni imponenti, senza fare neanche troppo affidamento all’inganno del greenscreen, come voluto dal direttore della fotografia Ben Davis, che sceglie di conferire al film un aspetto meno artificiale e più naturalistico rispetto al comune universo Marvel. Zhao ha detto di aver ripreso queste immagini di portata epica con la stessa camera utilizzata per Nomadland, difatti la somiglianza estetica è percepibile, ma a parte il tono meditativo, il ritmo disteso e la magica “ora d’oro” che riscalda personaggi supremi e paesaggi lussureggianti, del capolavoro pluripremiato non c’è molto altro. Il celebre road movie indie contemplativo si è distinto per un’originale rappresentazione dell’umanità, un’indagine lirica di un realismo quasi documentaristico nell’intimità dell’animo dei protagonisti. Zhao cerca di imprimere ad Eternals quella stessa empatia, vorrebbe farci immergere nel profondo dei nostri supereroi e lasciare ampio spazio alle emozioni; ambisce e creare qualcosa di diverso da quanto visto finora nel MCU (e in parte ci riesce) ma fallisce nell’impresa di portare realismo in un mondo di fantasia e nel catturare l’essenza dei supereroi e questo perché non ha tempo a sufficienza per la sua emblematica cura del dettaglio.
Succedono davvero troppe cose e nessun personaggio ci impressiona abbastanza da farci sentire coinvolti. Manca un cattivo avvincente e gli eroi sono per lo più definiti dai loro superpoteri. Gli Eterni, ideati dal fumettista Jack Kirby alla fine degli anni ’70, sono simili agli uomini ma dotati di poteri semidivini. Furono inviati sulla Terra all’alba dei tempi da dèi spaziali conosciuti come Celestiali, col compito di proteggere l’umanità e favorirne il progresso tecnologico, tuttavia, ad essi fu vietato di intervenire in tutte le questioni che non riguardassero i Devianti, entità malvage che minacciavano di distruggere la Terra (gli Eterni, dunque, non possono interferire né nelle Guerre Mondiali né nell’eliminazione di Thanos). I nostri semidei interstellari in abiti sgargianti ci vengono presentati su due diverse linee temporali: il passato, che li vede agire in molte epoche, imperi e civiltà diverse, e il presente, dove si sono disgregati e non sono più un gruppo. Sersi (Gemma Chan), Ikaris (Richard Madden), Thena (Angelina Jolie), Kingo (Kumail Nanjiani), Sprite (Lia McHugh), Phastos (Brian Tyree Henry), Gilgamesh (Don Lee), Makkari (Lauren Ridloff) e Druig (Barry Keoghan), guidati da Ajak (Salma Hajek), svolsero con ardore il proprio incarico, si affezionarono ai popoli in crescita e si impegnarono a proteggerli. Quando i Devianti furono sterminati e la loro missione fu terminata, il leader Ajak li affrancò dai loro obblighi, rendendoli liberi di vivere tra gli uomini e di trovare i loro scopi e la loro realizzazione. Passano migliaia di anni e, sulle note di Time dei Pink Floyd, siamo nell’odierna Londra, dove Sersi (Gemma Chan) lavora come insegnante al Museo di Storia Naturale e frequenta Dane (Kit Harington di Game of Thrones). Ma quando un Deviante emerge inaspettatamente dalle acque del Tamigi e la attacca, l’intrepida difenditrice del genere umano, una volta sventato l’assalto grazie all’intervento di Ikaris, deve cercare gli altri compagni e riunire ancora una volta gli Eterni, poiché il ritorno di quegli esseri mostruosi, a lungo ritenuti estinti, espone la Terra a nuovi pericoli e porterà a rivelazioni che cambieranno per sempre gli eroi guardiani.
La tormentata storia d’amore tra Sersi e Ikaris dovrebbe essere il nucleo emotivo di Eternals, eppure, nonostante gli straordinari poteri energetici di Ikaris, Madden non fa scintille con Chan. Nemmeno nella loro scena d’amore, una prima scena di sesso per i Marvel Studios, che aggiunge un tocco di carnalità fugace a un mondo cinematografico stranamente asessuato, fatto di abnormi combattenti virginali e coppie caste. La scena di Zhao, comunque, offre meno passione e cuore di Steve e Peggy che ballano guancia a guancia nel finale di Avengers: Endgame. Chan ha maggiore feeling con Harington, che però ha un piccolo ruolo, almeno in questo capitolo di Eternals (come sempre con la Marvel, c’è la promessa che le cose andranno meglio negli inevitabili sequel). Tra i membri più avvincenti della squadra abbiamo Kumail Nanjiani, che grazie al suo Kingo, che ha passato il secolo scorso fingendo di essere diverse generazioni di una famiglia di Bollywood, dona sollievo comico a un film che ne ha un disperato bisogno; Barry Keoghan nei panni del Druig, capace di controllare le menti, presenza austera e sardonica e, infine, Brian Tyree Henry nel ruolo di Phastos, primo supereroe gay in un film Marvel. C’è anche un’altra novità, Makkari (Lauren Ridloff di The Walking Dead) è la prima supereroina sorda del MCU, la quale, come tale, non è influenzata dai boom sonici che crea con la sua super velocità. Angelina Jolie aggiunge al film una vena di malinconia. La sua bella, cupa e volubile Thena, dea-guerriera in grado di forgiare qualsiasi arma dall’energia cosmica, soffre di Mahd Wy’ry, un disturbo della personalità causato da un sovraccarico di ricordi. Nonostante il carisma della star, il breve cameo non basta a conferire spessore al suo personaggio, ma non possiamo non apprezzare i suoi movimenti danzanti durante le battaglie o la sua tenera relazione millenaria con Gilgamesh (Don Lee).
Il finale è ricco di effetti speciali che suscitano un po’ di quel brivido che in generale manca e le due scene post-crediti indicano la strada per avventure future e lasciano intendere che dell’apparentemente umano Dane Whitman ci sarà ancora molto da scoprire. Tirando le somme, scegliere una sceneggiatrice-regista specializzata in drammi silenziosi e simili a documentari per uno spettacolo d’azione su semidei interstellari, non credo sia stata la scelta più saggia e la probabilità di un sequel sembra più una minaccia che una speranza.
Elena Sophia Vinchi


















































































