Ufficio per il Processo, scatta la stabilizzazione: migliaia di addetti firmano il contratto a tempo indeterminato
Conclusa la procedura per il personale assunto con i fondi del PNRR. Decisivo l’accordo tra Ministero della Giustizia e sindacati. Restano esclusi circa 1.500 lavoratori, per i quali arriva una proroga di tre mesi.
È diventata realtà la stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il Processo. Da ieri migliaia di lavoratori, assunti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per supportare tribunali e Corti d’Appello nell’abbattimento dell’arretrato giudiziario, hanno sottoscritto il contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Un passaggio atteso da mesi, reso possibile grazie all’intesa raggiunta tra il Ministero della Giustizia e le organizzazioni sindacali, che hanno definito il contratto integrativo destinato al personale dell’Ufficio per il Processo inquadrato nell’Area dei Funzionari. L’accordo, firmato lo scorso 29 aprile, ha aperto la strada alla definitiva stabilizzazione.
L’operazione rappresenta uno dei principali interventi di consolidamento del personale impiegato nella macchina giudiziaria dopo gli investimenti del Recovery Plan, garantendo continuità ai servizi e valorizzando le competenze maturate negli ultimi anni.
Non tutti, però, rientrano nella procedura. Restano infatti esclusi circa 1.500 ex addetti all’Ufficio per il Processo, per i quali è stata disposta una proroga di tre mesi del contratto. Il personale ancora precario sarà destinato alle sezioni specializzate in materia di immigrazione, in attesa di una soluzione definitiva.
La stabilizzazione segna un passaggio significativo per il sistema giustizia, ma lascia ancora aperta la partita per una parte dei lavoratori che continua a chiedere garanzie sul proprio futuro occupazionale.
















































































