L’illusione dell’inclusione: tagli e marketing sulla disabilità.
A luglio 2026 la propaganda del “Progetto di Vita” della riforma 62/2024 cozza duramente con i conti.
Il Governo ha confermato il blitz sulla Missione 5 del PNRR: tagliati i percorsi di autonomia per persone con disabilità e l’housing temporaneo, con l’ANCI che denuncia lo scarico dei costi assistenziali sui Comuni proprio alla scadenza del Piano. Sul fronte nazionale il Fondo unico per l’inclusione accorpa e riduce i vecchi fondi storici, mentre la Legge di Bilancio 2026 ha azzerato il bonus del 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Dal 1° gennaio la misura è scaduta, lasciando solo le detrazioni ordinarie al 50% e 36%. Anche per il “Dopo di Noi” il nuovo riparto cambia i criteri ma non incrementa le risorse vitali.
A pagare il prezzo più alto è il Sud. La Campania tenta di tamponare l’emergenza con due delibere da 21 milioni di euro (16 per l’assistenza all’autonomia scolastica e 5 per il Dopo di Noi) che si aggiungono ai 52 milioni già stanziati. Fondi urgenti, visto che la regione registra il rapporto peggiore d’Italia con 7,5 alunni disabili per assistente, ma la spesa resta spesso impantanata nella burocrazia degli Ambiti territoriali.
Svolta parziale per i caregiver: dopo il registro ricognitivo del 2023, il Consiglio Regionale ha approvato la legge “Prendersi cura di chi si prende cura”, in parallelo al DDL quadro nazionale di Roma. La beffa di Napoli rientra: inizialmente esclusa, dal 1° marzo la città è entrata con altre 39 province nella sperimentazione dell’accertamento unico INPS. Senza LEPS strutturali finanziati, però, l’inclusione resta solo marketing.
Paolo Costanzo


















































































