Alberi, potature e coerenza politica: a Frattamaggiore torna il dibattito sul verde pubblico
L’interrogazione del consigliere comunale Antonio Lamberti sull’abbattimento e la potatura radicale di un albero in via Miseno riaccende una discussione che va oltre il singolo intervento. Al centro, la necessità di conoscere le motivazioni tecniche delle operazioni e, soprattutto, la coerenza delle posizioni politiche sul tema della tutela del verde pubblico.
A Frattamaggiore torna a far discutere la gestione del patrimonio arboreo cittadino. A sollevare formalmente la questione è il consigliere comunale Antonio Lamberti, che ha presentato un’interrogazione indirizzata al sindaco, al dirigente del settore Ambiente e Verde Pubblico e all’assessore competente, chiedendo chiarimenti sull’intervento eseguito su un albero situato in via Miseno, nei pressi del Club Tennis Leonardo Da Vinci.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, l’intervento avrebbe comportato una riduzione pressoché totale della chioma, fino a lasciare l’albero fortemente ridimensionato. Una modalità che, come sottolineato dal consigliere, avrebbe suscitato perplessità tra alcuni residenti, preoccupati per le possibili conseguenze sulla sopravvivenza della pianta.
Lamberti chiede all’amministrazione di chiarire quali siano state le motivazioni tecniche alla base di un intervento così radicale, se l’albero sia stato sottoposto a una preventiva valutazione fitostatica o agronomica e se l’operazione sia stata disposta a seguito dell’accertamento di un pericolo per la pubblica incolumità. Tra le richieste anche l’indicazione dell’impresa incaricata, delle modalità di affidamento dei lavori, della conformità dell’intervento alle norme e alle buone pratiche arboricolturali, nonché delle eventuali autorizzazioni acquisite.

La vicenda, tuttavia, non sembra destinata a rimanere confinata al singolo albero di via Miseno. Il tema investe infatti una questione più ampia: quale sia la linea dell’amministrazione comunale sulla gestione del verde pubblico e se vengano applicati criteri uniformi in tutte le zone della città.
Il dibattito assume anche una dimensione politica. Una parte considerevole degli esponenti che oggi sostengono il neo sindaco Luigi Del Prete, detto “Casabella”, nella precedente amministrazione aveva manifestato forti critiche e polemiche proprio in occasione di abbattimenti di alberi. In quei casi, secondo quanto sostenuto all’epoca, le certificazioni e le valutazioni di esperti avevano evidenziato condizioni di pericolo e il rischio di cadute improvvise, rendendo necessario l’abbattimento.
Oggi, però, la domanda che alcuni cittadini e osservatori pongono è inevitabile: se un albero viene tagliato o sottoposto a una potatura particolarmente drastica, quali sono le valutazioni tecniche che lo giustificano? E vengono applicati gli stessi criteri in ogni parte della città?

Sui social network non sono mancati gli interventi di cittadini che hanno espresso perplessità sull’operazione di via Miseno. Ma anche altri interventi sul patrimonio arboreo cittadino alimentano il confronto. In viale Raffaello, ad esempio, viene segnalata una potatura particolarmente spinta. Di contro, nel parcheggio di via Don Minzoni, alcuni rami di consistenti dimensioni continuerebbero a intralciare il passaggio sui marciapiedi adiacenti.
Situazioni differenti, certamente, che potrebbero avere motivazioni tecniche diverse. Ed è proprio per questo che la trasparenza diventa fondamentale. Se esistono perizie, valutazioni agronomiche o fitostatiche, il loro contenuto dovrebbe essere conoscibile. Se un intervento è necessario per ragioni di sicurezza, occorre spiegare ai cittadini perché. Se invece si tratta di una scelta manutentiva, anche in questo caso sarebbe opportuno chiarire quali criteri siano stati adottati.
Il rischio, altrimenti, è che si alimenti la percezione di una gestione non uniforme del verde pubblico. E che qualcuno arrivi a parlare, polemicamente, di “tagli interessati”, cioè di interventi sollecitati o realizzati in risposta a specifiche richieste, mentre in altre zone della città problemi analoghi sembrerebbero rimanere irrisolti.
Naturalmente, ogni eventuale responsabilità dovrà essere verificata sulla base di documenti, perizie e atti amministrativi. Ma la questione politica resta: non si può essere ambientalisti o amanti del verde pubblico a macchia di leopardo.

La tutela degli alberi non può dipendere dalle convenienze del momento, dalle polemiche del passato o dalle diverse sensibilità politiche. Servono criteri chiari, valutazioni tecniche, trasparenza e una strategia complessiva per il patrimonio arboreo cittadino.
Ed è proprio questo che ora l’interrogazione di Antonio Lamberti chiede all’amministrazione: non soltanto spiegazioni su un singolo intervento, ma una risposta più generale su come Frattamaggiore intenda gestire, proteggere e mantenere il proprio verde pubblico.


















































































