Tamponi falsi: Condannati finto medico ed infermiera

Tamponi falsi: Condannati finto medico ed infermiera

Ieri si è svolto il processo contro il finto medico e l’infermiera di Civitavecchia, accusati di aver effettuato tamponi falsi.

La condanna è stata istantanea.

Pesante condanna per i truffatori di Civitavecchia: Effettuavano finti tamponi

L’ospedale San Paolo di Civitavecchia, luogo dove i truffatori rubavano i tamponi

Processo istantaneo per Domenico D’Alterio e Maria Iodice, i truffatori dei tamponi falsi, rispettivamente condannati a due anni e mezzo e due anni di reclusione.

La condanna è stata più pesante di quella richiesta dal pubblico ministero Alessandro Gentile e potrebbe addirittura aumentare.

I caribinieri, infatti, sono riusciti ad accertare 14 casi di tamponi falsi effettuati dai due, ma si pensa che il vero numero possa superare i 70. Ciò porterebbe ad una pena più severa, coronata da una possibile accusa di epidemia colposa per la coppia.

Gli inquirenti sono alla costante ricerca di altre persone truffate dai finti tamponi dei due.

I truffatori dei finti tamponi lavoravano in coppia, ecco come agivano e come sono stati presi

Quella dei tamponi falsi a Civitavecchia era una truffa ben congegnata.

La donna approfittava della sua posizione per rubare tamponi dall’ospedale San Paolo (in cui lavorava) e li consegnava al compagno, il quale provvedeva ad effettuarli a pagamento a persone ignare.

Il “terreno di caccia” dei due era stato inizialmente circoscritto in quell’area tra Civitavecchia e Roma, ma recenti indagini paiono confermare che sia molto più esteso.

Ha giocato un ruolo chiave nel debellare i due truffatori la dottoressa Simona Ursino, direttore dell’unità di malattie infettive della Asl Rm4.

Dopo aver ricevuto un falso referto da una persona insospettita, la dottoressa non ha esitato ad avvertire l’arma dei carabinieri, la quale ha prontamente arrestato il finto medico e la sua complice.

Alla fine del processo, il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco ha ringraziato la magistratura per un veloce esito del processo, oltre a ritenersi soddisfatto per aver difeso l’immagine della città.

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