
Nell’ultimo fine settimana di ottobre saluteremo l’ora legale.
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre dovremo spostare le lancette dell’orologio un’ora indietro e dormiremo un’ora in più. Guadagneremo 60 minuti di luce in più al mattino, ma le giornate si “accorceranno” e arriverà molto prima il buio. Da tempo si discute dell’abolizione del cambio dell’ora: sono in molti infatti coloro che sostengono i benefici dell’adozione dell’ora legale durante tutto l’anno. Dal 2004 al 2022, secondo l’analisi di Terna, la società di distribuzione di energia elettrica grazie all’ora legale, in Italia il minor consumo di energia elettrica è stato complessivamente di circa 10,9 miliardi di kWh e ha comportato un risparmio di circa 2 miliardi di euro. Una petizione ha addirittura richiesto di abolire l’ora solare, in favore del mantenimento di quella legale tutto l’anno per risparmiare energia. Ma la salute?Quali quali possano essere gli effetti di queste variazioni sul corpo umano?
In effetti, la modifica degli orologi può causare interruzioni e interferenze al nostro orologio biologico, altrimenti noto come ritmo circadiano.
Trovare difficile abituarsi ai nuovi orari è quindi normale, soprattutto quando gli effetti negativi del cambio riguardano il riposo e, più in generale, il proprio benessere. Per quanto riguarda il passaggio dall’ora legale a quella solare, cioè quello che avviene ogni autunno e che obbliga le lancette degli orologi a tornare indietro di un’ora, non sono stati riscontrati effetti negativi importanti.
Mentre alcune persone possono sentirsi sbilanciate e aver bisogno di un po’ di tempo per abituarsi, le ricerche non hanno collegato questo cambiamento a gravi impatti sulla salute.
Invece il balzo in avanti, cioè quello che avviene all’inizio della primavera, è più difficile per il corpo. Questo perché l’orologio viene spostato di un’ora in avanti; in altre parole, ci sembra che siano le 7:00 del mattino anche se i nostri orologi segnano le 8:00. Più ci si addentra nei mesi estivi, più questa differenza si fa sentire, fino ad avere molta luce anche ben prima delle 7.
Ciò può generare effetti negativi sul nostro benessere generale, perché la luce del mattino gioca un ruolo fondamentale nella definizione dei ritmi naturali del corpo: ci sveglia e pone il corpo in allerta.Questo potrebbe essere dovuto agli effetti della luce sull’aumento dei livelli di cortisolo, un ormone che modula la risposta allo stress, o all’effetto della luce sull’amigdala, una parte del cervello coinvolta nelle emozioni.
Al contrario, l’esposizione alla luce fino a tarda sera (cosa che accade in abbondanza nei mesi estivi) fa sì che il cervello rallenti il rilascio di melatonina, l’ormone che promuove la sonnolenza. Questo può interferire con il sonno e farci dormire meno. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che il disallineamento circadiano causato dall’ora legale può incidere sul nostro benessere generale.
Alcune ricerche hanno infatti evidenziato delle connessioni tra il cambio dell’ora legale all’inizio della primavera e l’insorgere di determinati disturbi, come quelli metabolici, cardiovascolari e umorali.
D’altro canto, però, lo svantaggio dell’ora solare è che l’inverno ha molte meno ore di luce: questo porta le persone a trascorrere meno tempo all’aperto e ad assumere meno vitamina D.
Inoltre, la perdita di un’ora di luce pomeridiana dopo aver riportato gli orologi all’ora solare può diventare un fattore di rischio per alcune malattie mentali, come il disturbo bipolare e il disturbo affettivo stagionale (SAD), noto anche come depressione invernale.
Uno studio danese ha rilevato un aumento dell’11% dei casi di depressione, dopo il ritorno all’ora solare. I casi, tuttavia, si sono dissipati gradualmente dopo circa 10 settimane.
Uno studio condotto in Australia ha poi scoperto che i tassi di suicidio maschile aumentano nei giorni successivi tanto al ritorno all’ora solare in autunno, quanto al cambio dell’ora legale in primavera.
A detta della maggior parte degli scienziati, tuttavia, l’ora solare parrebbe essere la scelta più salutare, perché massimizza la luce nelle mattine invernali, quando ne abbiamo bisogno per svegliarci e diventare vigili, e riduce al minimo la luce nelle sere d’estate, quando questa può ostacolare il nostro sonno.
A tutti gli effetti, l’ora solare permanente per tutto l’anno supporterebbe al meglio il nostro ciclo biologico sonno-veglia. Ad ogni buon conto il consiglio è in prossimità dei cambi di ora da legale a solare e viceversa,se ci sentiamo particolarmente sensibili alle variazioni di abitudini e orari di sottoporsi a esami e visite di routine che ci consentano di verificare il nostro stato di salute. È un ottimo modo per minimizzare gli effetti dei cambi.
Maria De Rosa
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