Ragno violino: cosa sta succedendo? Come bisogna agire?
Il ragno violino, anche definito Luxosceles Rufescens, è una delle specie più pericolose presenti sul suolo italiano.
Emblematica la vicenda del carabiniere cinquantaduenne Franco Aiello, morto a distanza di tre giorni dal morso di tale ragno. Esso non morde spesso, né rilascia frequentemente veleno, ma nel caso bisogna agire tempestivamente. Se non si interviene con urgenza, infatti, una sua puntura potrebbe rivelarsi letale.
Come bisogna fare, quindi, per riconoscerlo? Il ragno violino è piuttosto piccolo, è di colore marrone e presenta una macchia simile allo strumento musicale da cui prende il nome (evidenziata in blu); inoltre ha solo sei occhi (e non otto come la maggior parte degli aracnidi).
Solo in un caso su tre il ragno inietta veleno: i sintomi successivi al morso compaiono ore dopo l’accaduto e di solito sono arrossamento e prurito (che vanno via senza complicazioni dopo qualche giorno). In alcuni casi, dopo due o tre giorni, la ferita potrebbe diventare infetta, con la conseguente formazione di un’ulcera necrotica. Si parla di loxoscelismo, una sindrome cutanea indotta dal veleno, che si manifesta come una vescicola circondata da cute livida o biancastra e potrebbe portare a sintomi quali febbre alta, nausea, brividi e mal di testa.
Cosa bisogna fare quindi, se si venisse punti da un ragno violino? Innanzitutto, è importare lavare l’area intorno ala puntura. Se è possibile, è importare portare l’aracnide al Centro Veleni per farlo analizzare o provare a fotografarlo, in modo da poterlo identificare. Se i danni si dovessero rilevare significativi, bisognerà iniziare una cura di antibiotici e cortisone (in seguito a una prescrizione medica).
In ogni caso, è necessario non allarmarsi: il Luxosceles Rufescens ha solitamente un comportamento schivo, per nulla aggressivo, che predilige la fuga all’attacco (e raramente inietta il suo veleno). In Italia, infatti, le morti registrate a causa di tale ragno sono rare e la maggior parte delle volte riguardano persone già affette da gravi patologie.
Saviano Maria Anna.



















































































