Alessandro Monterosso, brillante startupper con un passato da infermiere pediatrico di ricerca, 33 anni, e Alec Sander, artista musicale emergente, 25 anni, coroneranno il loro amore in un modo molto particolare: si sposeranno nello spazio. Ebbene sì, non è fantascienza: Alessandro e Alec saranno le prime persone LGBTQIA+ a sposarsi nello spazio a bordo dell’astronave Spaceship Neptune, una navicella della Space Prospective che li porterà a oltre 30.480 metri di altitudine, nella stratosfera. Un gesto simbolico: l’amore non ha confini, l’amore è libero. Il gesto assume una maggiore potenza se si pensa che è un matrimonio gay. Ricordiamo sempre che l’Italia ad oggi non riconosce i matrimoni omoaffettivi e spesso queste coppie, come anche dichiarato da Monterosso, non sono ben viste. Peggio ancora se consideriamo Nazioni come la Russia o i Paesi arabi in cui le persone omosessuali sono considerate come terroristi e vengono perseguitate, arrestate o uccise. Questa notizia però, proprio nel mese del Pride, è un toccasana, qualcosa che accende nelle persone che la leggono la fiamma della speranza. La speranza di un mondo migliore, dove ognuno è libero di essere sé stesso, di esprimersi come meglio crede e di amare chi vuole. “Il nostro è più di un matrimonio, è un simbolo di amore universale, di inclusione e speranza. E’ un viaggio verso l’ignoto, dove l’amore si fa pioniere, trascendendo ogni barriera terrena e spirituale, per dimostrare che insieme possiamo superare qualsiasi sfida”afferma Monterosso.
“Da bambino volevo fare l’astronauta, poi la vita mi ha portato per un’altra strada” afferma Alessandro Monterosso, che ricorda come dalla sua Calabria ha iniziato lavorando come meccanico, idraulico, poi la laurea in infermieristica pediatrica, la specializzazione in ricerca clinica, e ancora il prestigioso master presso la Bocconi di Milano. Ha lasciato presto il lavoro di reparto per dedicarsi a progetti di e-health, realizzando Patch-Ai, un dispositivo che con intelligenza artificiale raccoglie dati sulle condizioni del paziente. La rivista Forbes lo inserisce nella lista dei migliori imprenditori Under 30 del globo.

Poi il momento decisivo: Patch-Ai viene acquistata da una multinazionalefarmaceutica americana. Insomma, un self-made man che a chi critica la sua scelta, considerandolo come un atto di un ricco snob risponde: “Sono partito dal basso, conosco il valore dei soldi. Non abbiamo investitori o qualcuno che ci supporta. E’ un investimento che per noi vale la pena. Per me sposare Alec lassù è un sogno, il coronamento di una promessa d’amore. E per il nostro 20esimo anniversario già pensiamo a Marte” e scherza “se ci sposassimo in Calabria probabilmente spenderemmo di più con gli invitati”. “Purtroppo molti vorrebbero venire con noi, ma abbiamo a disposizione sei posti oltra ai piloti, quindi poi faremo un festeggiamento giù con tutti” dice. Insomma, conosciutisi nella bellissima Padova, sembrano pronti a sigillare in un modo strepitoso il loro grande amore, che però ha avuto i suoi problemi: “Alec è stato il mio primo ragazzo, prima di lui ero stato con una ragazza. Non è stato facile accettarsi” afferma Monterosso. Situazione diversa per Alec che ribatte: “Io non ho mai avuto problemi ad accettarmi; infatti, è stato difficile uscire con i suoi amici ed essere definito come un amico”. A chi gli chiede cosa faranno come viaggio di nozze dopo un’esperienza del genere, risponde: “In effetti ce lo siamo chiesti, non ne abbiamo idea. Decideremo dallo spazio guardando la Terra: dall’alto, si vede meglio”.
Porgendo dunque gli auguri a questi due ragazzi, mi sento di condividere l’appello che lanciano: “Non nascondetevi, siate orgogliosi di voi stessi!”.
Giuseppe Gervasio



















































































