Papa Francesco continua il suo ricovero al Gemelli a causa della bronchite, ma i risultati degli ultimi accertamenti non sono confortanti. La Sala Stampa Vaticana ha comunicato che gli esami hanno evidenziato un’infezione polimicrobica delle vie respiratorie, portando a una modifica della terapia. Può avere molteplici cause, sintomi, terapie e prognosi, ma in generale questa infezione è causata dalla presenza simultanea appunto di due o più microrganismi patogeni nel tratto respiratorio: possono essere batteri, ma anche virus o funghi.
Organismi aggressivi che possono anche interagire tra loro, complicando il quadro clinico e anche il relativo trattamento. Molteplici i contesti clinici, come detto, dove si può avere un’infezione polimicrobica: polmoniti, Bpco (broncopneumopatie croniche ostruttive), infezioni fungine, ma anche virali (come Covid o influenza) che possono portare a loro volta a sovrainfezioni batteriche. A favorire questo tipo di infezioni complesse c’è l’eventuale condizione di immunosoppressione, come nei pazienti sottoposti a terapie oncologiche, o anche, come probabilmente nel caso del Pontefice vista la fragilità respiratoria, a cure a base di cortisone.
Il bollettino della Santa Sede non specifica se l’infezione è alle alte o alle basse vie respiratorie, tuttavia in genere i sintomi di un’infezione polimicrobica delle vie respiratorie possono andare dalla febbre persistente alla tosse, fino a difficoltà respiratorie, dispnea e astenia. Per diagnosticarle, come fatto al Gemelli, si devono eseguire esami microbiologici in grado di individuare i microrganismi responsabili dell’infezione, oltre a radiografie e tac per verificare eventuali polmoniti. Una volta circoscritto il campo d’azione si ricorre a una terapia antibiotica specifica, spesso anche a più antibiotici combinati, se necessario via flebo: in questo caso sono necessari almeno 8-10 giorni di terapia. Nei casi più seri può rendersi necessario un supporto ventilatorio. Nonostante il quadro clinico complesso, Papa Francesco non ha interrotto i suoi impegni. Dalla sua stanza al decimo piano del Gemelli, continua a lavorare, firmando documenti e gestendo le nomine ecclesiastiche, come quella del nuovo vescovo della Diocesi di Grajaú, in Brasile. Il prolungarsi della degenza ha avuto, però, inevitabili ripercussioni sull’agenda vaticana. In particolare, il Pontefice non potrà essere presente domenica in occasione del Giubileo dei diaconi, anche se gli eventi proseguiranno regolarmente. Le fonti vaticane hanno confermato che, nonostante l’assenza fisica del Papa, il programma del Giubileo non subirà variazioni sostanziali, ma sua impossibilità di partecipare personalmente agli eventi solleva interrogativi sulle sue condizioni di salute e sulla sua capacità di affrontare gli impegni futuri.Nel frattempo, fedeli di tutto il mondo pregano per la sua guarigione, mentre i medici monitorano costantemente la sua situazione clinica.
Maria De Rosa
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