I vantaggi fiscali dei Fondi Pensione
Consulente finanziario presso Credem con incarico di Regional Manager
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I fondi pensione sono strumenti per la previdenza complementaredestinati ad integrare le future prestazioni pensionistiche. In pratica, possono aderirvi tutti coloro che vogliono accantonare risorse per ottenere una pensione integrativa rispetto a quella che verrà fornita dalla previdenza pubblica di base. Poiché i nuovi sistemi di calcolo degli assegni pensionistici determineranno una progressiva riduzione del loro importo rispetto ai redditi percepiti degli ultimi anni di lavoro, sono state introdotte consistenti agevolazioni fiscali per coloro che aderiscono a forme di previdenza complementare. Quali sono queste agevolazioni? E quali lavoratori ne sono particolarmente avvantaggiati?
Per meglio comprendere i vantaggi fiscali delle forme di previdenza complementare, è bene distinguerli a seconda delle fasi nelle quali si realizzano: 1) nella fase di versamento dei contributi; 2) nella fase di rivalutazione dei versamenti effettuati nel corso del tempo; 3) nella fase di erogazione della prestazione.
Agevolazioni fiscali in fase di versamento dei contributi.
I contributi versati alle forme di previdenza complementare sono deducibili dal reddito complessivo nella misura massima di 5.164,57 euro su base annua. Questo vuol dire che i contributi versati abbassano l’imponibile fiscale di un importo pari al contributo stesso. Ad esempio, se effettuo un versamento di 5.000 euro ed il mio reddito imponibile (sul quale vengono calcolate le imposte sui redditi) è pari a 60.000 euro, esso si ridurrà a 55.000 euro per effetto del versamento, con un impatto diretto sulle imposte dovute.
Per meglio comprendere il funzionamento della deduzione fiscale, è opportuno ricordare che i redditi delle persone fisiche soggetti all’IRPEF scontano un’aliquota progressiva che sale al crescere del reddito del soggetto che lo ha prodotto. Il risparmio immediato è pari all’aliquota marginale di tassazione relativa al reddito dichiarato e cresce al crescere di tale reddito. Dunque, chi arriva a pagare un’aliquota del 23% avrà un risparmio immediato del 23%, chi una del 43% un risparmio pari al 43% in termini di minore tassazione. La tabella che segue aiuta a comprendere il risparmio effettivo immediato del versamento al fondo pensione di un importo pari rispettivamente a 2.000 e 5.000 per differenti livelli di reddito imponibile.
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Reddito imponibile |
Aliquota marginale IRPEF |
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15.000 |
23% |
460 |
1.540 |
1.150 |
3.850 |
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25.000 |
27% |
540 |
1.460 |
1.350 |
3.650 |
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40.000 |
38% |
760 |
1.240 |
1.900 |
3.100 |
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60.000 |
41% |
820 |
1.180 |
2.050 |
2.950 |
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80.000 |
43% |
860 |
1.140 |
2.150 |
2850 |
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Occorre ricordare che non beneficia della deduzione il TFR dei lavoratori dipendenti versato nel fondo pensione e che sulla contribuzione dedotta sarà poi applicata la tassazione al momento della percezione della prestazione, così come illustrato più avanti.
Inoltre, è opportuno sottolineare che la deduzione spetta anche se il contributo alla forma di previdenza è sostenuto per i familiari a carico. Pertanto, un genitore ormai prossimo alla pensione potrebbe pensare di conciliare risparmio immediato per sé conl’inizio di un piano di previdenza integrativa per il proprio figlio. Infatti, l’adesione precoce alle forme di previdenza complementare porta notevoli benefici in termini di riduzione della tassazione in fase di erogazione della prestazione, così come verrà spiegato più avanti.
Agevolazioni in fase di rivalutazione dei versamenti effettuati.
Sui rendimenti maturati ogni anno dai contributi accantonati nel fondo pensione nel corso del tempo, viene applicata un’imposta sostitutiva del 20% sul risultato netto maturato in ciascun periodo di imposta, anziché quella ordinaria del 26% (con unaulteriore riduzione al 12,5% per i rendimenti prodotti da titoli di Stato italiani o equiparati). Ad esempio, se il rendimento è pari al 5% ed il fondo è investito per il 40% in strumenti agevolati, la tassazione media sarà pari allo 0,85% (5% x 0,60%x 0,20% + 5% x 0,40% x 12,5%). Inoltre, è prevista l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo pari allo 0,20% annuo.
Agevolazioni fiscali in fase di erogazione delle prestazioni
Le prestazioni erogate in fase di integrazione della pensionepubblica sono tassate, anziché secondo le aliquote ordinarie, con una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 15%, che si riduce dello 0,3% per ogni anno eccedente il 15° di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, con una riduzione massima del 6%. Ad esempio, se ho aderito ad un fondo pensione a 30 anni ed inizio a percepire la prestazione integrativa a 65 anni, tali prestazioni saranno soggette ad una tassazione pari al 9%; infatti, essendo la mia “anzianità” di adesione pari a 35 anni, la tassazione sarà pari a 15% – 6% (0,3 x 20 anni). È dunqueevidente che aderire presto alle forme di previdenza complementare incrementa ulteriormente il beneficio fiscale della tassazione agevolata al 15%. Infine, è importante sottolineare che la tassazione avverrà solo su quella quota del montante finale frutto dei versamenti e non su quella dovuta alla rivalutazione del capitale che ha già subito la tassazione sui rendimenti nel corso del tempo (si veda il punto precedente).
Discorso a parte va fatto per le eventuali anticipazioni per acquisto o ristrutturazione della prima casa o per eventuali altre esigenze personali, diverse dalle spese sanitarie straordinarie, che prevedono una tassazione con aliquota al 23%.
Lo schema che segue può aiutare a riassumere i benefici fiscali derivanti dai fondi pensione e a fare chiarezza.
Sebbene i benefici fiscali siano notevoli ed in molti casi non vadano sprecati, la scelta di aderire ad un fondo pensione va sempre ponderata attentamente, in quanto le risorse allocate intale forma di previdenza sono destinate ad un momento lontano quale quello del pensionamento. Pertanto, è opportuno aver già idealmente destinato una parte dei propri risparmi al soddisfacimento di esigenze più prossime nel tempo o per far fronte ad eventuali imprevisti. Partire da un’attenta valutazione degli obiettivi personali, possibilmente indirizzati dal proprio consulente finanziario, è la strada maestra per soddisfarle tali obiettivi senza farsi ammaliare da immediati vantaggi fiscali.


















































































