di Antonio Parrella
Fari puntati sul nosocomio “San Giovanni di Dio” di Frattamaggiore: 46 mila accessi all’anno in Pronto soccorso, punto di riferimento per ben 600mila persone. Il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni ha visitato la struttura che si presenta con una nuova Cardiologia, umanizzazione e sala operatoria al piano in Ginecologia attiva H24 e seconda Tac.
“Non esistono ospedali minori, ci immaginiamo come un’unica rete – ha sottolineato Monica Vanni – ogni ospedale esprime delle vocazioni e laddove ci sono professionalità specifiche vanno valorizzate, anche attraverso strutture nuove e tecnologie all’avanguardia”.
Un reparto di Cardiologia-Utic ristrutturato e dotato di una nuova sala di elettrofisiologia ed elettrostimolazione; il processo di umanizzazione in Ginecologia senza trascurare la sicurezza, con la nuova sala operatoria al piano per le urgenze e la sala contumacia; la seconda Tac dotata di intelligenza artificiale. L’Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore cambia passo con locali rinnovati e supporti tecnologici all’avanguardia. Un nuovo approccio all’urgenza (gli accessi in Pronto soccorso sono 46mila all’anno, in media 130 accessi al giorno) e un modo più appropriato anche per rispondere al bacino d’utenza che oltre all’area a nord di Napoli si estende anche ad alcuni territori del Casertano (600mila potenziali utenti).


Gli spazi rinnovati nella forma e nella sostanza del nosocomio frattese sono stati presentati dal direttore di Presidio, Maria Rosaria Cerasuolo, al direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni, accompagnata dal direttore amministrativo Carmela Zito. Presenti, tra gli altri, i primari Francesco Piemonte (Cardiologia-Utic), Luigi Galante (Ginecologia ed Ostetricia), Francesco Amodio (Radiologia e Diagnostica).

Attenzione particolare sulla Cardiologia, che nel 2025 ha portato a termine 600 prestazioni circa, con il 25 per cento di ricoveri ad alta complessità, che ora potranno crescere e trovare una risposta assistenziale ancora più appropriata grazie a stanze di degenza più confortevoli (6 ordinarie e 4 di Utic, a cui si aggiunge una stanza di isolamento, per un totale di 11 posti letto) e la nuova sala di elettrofisiologia ed elettrostimolazione, che consentirà la cura in via chirurgica di tutti i tipi di aritmie e anche lo scompenso cardiaco refrattario alla terapia medica con le innovative tecnologie di stimolazione anti-scompenso.

Visitato anche il reparto di Ginecologia (600 parti all’anno, l’80 per cento spontanei), con la nuova sala operatoria al piano per le urgenze e il processo di umanizzazione che ha coinvolto anche architetti e l’artista Trisha che ha raffigurato alle pareti il “Percorso della cicogna”, consentendo di coniugare un ambiente intimo, confortevole e bello con la sicurezza medica. Ai murales che danno un senso di calore e di accoglienza fa da contraltare una sala operatoria attiva H24 per le emergenze ostetriche e ginecologiche.
La visita è proseguita, poi, in Radiologia, dove è attiva da sei mesi la seconda Tac, che si aggiunge ad una di ultima generazione già in dotazione da meno di due anni, e dove vengono eseguiti 14mila esami ogni anno al servizio dell’urgenza, ma anche per screening del colon e cardiovascolari e a grandi obesi. Qui viene effettuata tutta la diagnostica oncologica di base e anche procedure di radiologia interventistica. Inoltre, la nuova Tac offre, grazie all’intelligenza artificiale, un’elevata ottimizzazione delle immagini e tempi di refertazione molto più rapidi.

















































































