Canile comunale e forno crematorio: i residenti chiedono un confronto pubblico
Il Comitato dei quartieri Siepe Nuova–Corso Europa–via Rossini interviene dopo le dichiarazioni del consigliere Gervasio

Dopo le dichiarazioni del consigliere comunale Pasquale Gervasio sulla delibera di indirizzo relativa alla possibile realizzazione di un canile comunale con annesso impianto di cremazione per animali d’affezione – oggetto di un nostro precedente articolo – interviene il Comitato spontaneo dei cittadini dei quartieri di via Siepe Nuova, Corso Europa e via Rossini.
In un comunicato diffuso nelle ultime ore, i residenti chiariscono fin da subito il proprio approccio: «spirito costruttivo e rispetto delle istituzioni», con l’obiettivo di contribuire a una valutazione equilibrata delle scelte che riguardano il territorio.
Il Comitato prende atto che la delibera approvata non autorizza l’avvio dei lavori né rappresenta un via libera definitivo, ma un atto di indirizzo politico-amministrativo. Proprio per questo, secondo i cittadini, questo sarebbe il momento più opportuno per avviare un confronto pubblico e trasparente, prima che le decisioni diventino irreversibili.
I residenti tengono inoltre a precisare che le preoccupazioni espresse non riguardano il valore del servizio di un canile comunale né le politiche di tutela degli animali, considerate legittime e di interesse collettivo. «Non siamo contro i cani né contro il benessere animale», sottolineano, ricordando come in molte città italiane si stiano sperimentando modelli alternativi al canile tradizionale, basati su strutture aperte, affido diffuso e riduzione della permanenza degli animali in struttura, come avviene a Milano, Bologna, Ferrara e Torino.
Il nodo centrale della questione, secondo il Comitato, è invece la collocazione delle nuove strutture in un’area che negli ultimi anni sta già subendo una forte trasformazione urbanistica, con la realizzazione di numerosi opifici a uso industriale in zona D2 artigianale, a ridosso di abitazioni, famiglie, studenti e servizi di quartiere.
«Il problema non è il singolo intervento – si legge nel comunicato – ma la visione complessiva dello sviluppo del quartiere». Una sommatoria di opere che, pur risultando singolarmente conformi alle norme, rischierebbe di produrre nel tempo un aumento del traffico, una maggiore pressione ambientale e un peggioramento della qualità urbana e della vivibilità quotidiana.
Da qui la richiesta di applicare pienamente lo spirito del PUC partecipato, favorendo il coinvolgimento preventivo dei cittadini nelle trasformazioni del territorio. In concreto, il Comitato chiede la convocazione di una Conferenza di Servizi istruttoria che coinvolga Comune, ASL, ARPAC e gli enti competenti, per valutare in modo congiunto la compatibilità urbanistica e ambientale dell’intervento, gli effetti cumulativi delle nuove realizzazioni già in corso e le eventuali misure di mitigazione necessarie.
«Se gli interventi risultano pienamente compatibili sotto il profilo urbanistico, ambientale e sanitario – concludono i residenti – una verifica condivisa non potrà che rafforzare la fiducia dei cittadini nel percorso amministrativo».
Il Comitato ribadisce infine la propria disponibilità a un confronto aperto e collaborativo, ritenendo partecipazione e informazione preventiva strumenti fondamentali per costruire soluzioni sostenibili e durature per l’intera comunità.


















































































