Grumo Nevano, opposizione all’attacco di Cimmino: «Il sindaco ascolti i cittadini e si assuma le sue responsabilità»
Liguori contesta le parole pronunciate in Consiglio comunale sui social e critica la gestione della Tari. Esposito: «Senza maggioranza politica, è il momento di andare a casa»
GRUMO NEVANO – Sale la tensione politica a Grumo Nevano. I consiglieri di opposizione Vincenzo Liguori e Gianluca Esposito intervengono duramente sulle ultime vicende amministrative e chiedono al sindaco Cimmino di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, arrivando a sollecitare le dimissioni del primo cittadino.
Al centro delle contestazioni ci sono, da un lato, alcune dichiarazioni pronunciate dal sindaco durante il Consiglio comunale e, dall’altro, la gestione della fiscalità locale e il mancato, secondo quanto denunciato dall’opposizione, ricorso alla cosiddetta Rottamazione Quinquies.
Liguori: «Parole gravi sui cittadini che utilizzano i social»
A prendere posizione per primo è Vincenzo Liguori, che definisce «gravi» le parole pronunciate dal sindaco in Consiglio comunale, riferendosi in particolare all’affermazione secondo cui «il 90% delle persone che sta sui social è spazzatura».
Per Liguori, si tratterebbe di un’espressione irrispettosa nei confronti di quei cittadini che utilizzano i social network per esprimere opinioni, segnalare problemi e chiedere risposte all’amministrazione.
«Le critiche fanno parte della democrazia», sostiene il consigliere, secondo cui di fronte alle contestazioni un sindaco dovrebbe rispondere attraverso il dialogo e attraverso i risultati dell’azione amministrativa, piuttosto che con «offese o generalizzazioni».

Liguori richiama quindi le numerose critiche che, a suo dire, sarebbero state rivolte all’amministrazione nel corso degli ultimi due anni, citando in particolare presunti immobilismo amministrativo e mancanza di risposte su alcune questioni ritenute importanti per la città.
Da qui la richiesta politica al sindaco: «Se non è più in grado di rappresentare tutti i cittadini con il rispetto che meritano, la scelta più coerente è rassegnare le dimissioni».
Il nodo della Tari e della Rottamazione Quinquies
Nel suo intervento Liguori affronta anche il tema della fiscalità locale.
Il consigliere contesta la scelta dell’amministrazione di non aderire, secondo quanto da lui riferito, alla Rottamazione Quinquies, misura di definizione agevolata dei carichi fiscali, e accusa il Comune di aver tentato invece di aumentare la pressione fiscale.
Nel mirino finisce in particolare la Tari, con Liguori che parla di un ulteriore peso per cittadini e commercianti.
«Aumentare la Tari significa mettere ancora una volta le mani nelle tasche di cittadini e commercianti», sostiene il consigliere, che conclude il suo intervento rivendicando la volontà di stare «dalla parte dei cittadini e del commercio locale».
Una posizione che si accompagna a un appello molto duro rivolto alla maggioranza: «Per amore della città dimettetevi se avete ancora un briciolo di dignità».
Esposito: «Sindaco senza maggioranza, è il momento di andare a casa»
Sul fronte della tenuta politica dell’amministrazione interviene invece Gianluca Esposito, che parte dalla presa di posizione del consigliere Brasiello, indicata come un distacco dal sindaco e da quella che Esposito definisce «quella che ormai resta della sua maggioranza».
Per Esposito, si tratterebbe di un passaggio politicamente significativo e di «un gesto di rispetto verso il mandato ricevuto dai cittadini».
La domanda rivolta al sindaco è quindi diretta: «Cosa aspetta a rassegnare le dimissioni?»

Secondo il consigliere di opposizione, nel momento in cui viene meno una maggioranza politica, il primo cittadino dovrebbe prenderne atto.
«Restare aggrappati alla poltrona e allo stipendio non può valere più della volontà espressa dai consiglieri e, soprattutto, dai cittadini», accusa Esposito.
Il confronto politico entra in una fase delicata
Le dichiarazioni dei due consiglieri fotografano una fase di forte contrapposizione politica a Grumo Nevano. Da una parte l’opposizione mette nel mirino dichiarazioni pubbliche, pressione fiscale e tenuta della maggioranza; dall’altra, il sindaco e l’amministrazione saranno chiamati a rispondere sul piano politico e amministrativo alle contestazioni sollevate.
Per Esposito, la situazione avrebbe ormai superato il livello del normale confronto tra maggioranza e opposizione: «È tempo di mettere da parte gli interessi personali e restituire la parola alla democrazia».
Il messaggio finale è netto: «Ora basta. È il momento della responsabilità».
Il confronto, dunque, si sposta ora sul terreno istituzionale. La vera partita sarà capire se le tensioni interne denunciate dall’opposizione avranno conseguenze sulla tenuta della maggioranza e sull’attività amministrativa del Comune.


















































































