Campania, Fico avvia il nuovo corso: sanità e bilancio le prime priorità
Prima riunione per la giunta guidata da Vincenzo Fico, neo presidente della Regione Campania. L’incontro, informale e durato circa tre ore, ha segnato l’avvio operativo del nuovo esecutivo regionale, con al centro due dossier considerati prioritari: Sanità e Bilancio.
Su quest’ultimo punto l’obiettivo dichiarato è l’approvazione entro la fine del mese, così da evitare il protrarsi dell’esercizio provvisorio, che limita l’azione amministrativa e impedisce agli assessori di operare pienamente.
Nel corso della riunione, Fico ha delineato l’impostazione politica del suo mandato, improntata al lavoro collegiale e al gioco di squadra, archiviando il modello dell’“uomo solo al comando”.
All’incontro era presente anche Cuomo, che diventerà però operativo solo dopo il decorso dei 20 giorni successivi alle sue dimissioni da sindaco, come chiarito dalla Prefettura.
Sul fronte dell’opposizione, il centrodestra registra già le prime tensioni. Nella prima seduta consiliare Minella ha lasciato la Lega, passando al gruppo misto. Secondo indiscrezioni, il suo approdo finale potrebbe essere Forza Italia, insieme al deputato Pierro.
Proprio dagli azzurri arrivano le prime critiche alla giunta Fico. Il capogruppo Massimo Pelliccia ha evidenziato il ritardo nella presentazione dell’esecutivo, ricordando che il primo Consiglio regionale si è svolto senza la giunta al completo. Sotto osservazione anche le deleghe assegnate agli assessori, definite “parziali” e distribuite su più ambiti.
Un passaggio delicato riguarda ora l’assegnazione delle presidenze delle commissioni consiliari, che spetta al presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Una fase già accompagnata dalle polemiche di centristi e Avs, che lamentano di essere rimasti esclusi.
Infine, un elemento di continuità con il passato: Bonavitacola, pur non essendo più vicepresidente della giunta regionale ma semplice assessore, mantiene l’ufficio allo stesso piano occupato nel decennio al fianco di De Luca, del quale è stato il più stretto collaboratore.


















































































