Difficile fare lezione al Liceo Alberti di Napoli
Si torna alla Dad come ai tempi del Covid
Liceo Leon Battista Alberti, con sede a Via Pigna, torna alla didattica a distanza. Ma questa volta non è la pandemia a costringere gli studenti davanti al computer, bensì una scala antincendio pericolante che ha reso inagibile parte dell’edificio scolastico.
Dopo anni segnati dall’emergenza sanitaria, la scuola napoletana si ritrova nuovamente a fare i conti con lezioni online, seppur in forma di didattica digitale integrata. Il provvedimento è stato adottato dal collegio docenti e dal consiglio d’istituto come soluzione temporanea per far fronte ai problemi di sicurezza, evitando alternative ancora più penalizzanti.
L’emergenza sicurezza
Durante un Open day a fine gennaio, un collaboratore scolastico ha notato uno scollamento di circa 15 centimetri della scala antincendio dal muro. Il 26 e 27 gennaio l’istituto è rimasto chiuso. Alla riapertura, le lezioni si sono svolte in forma ridotta: solo due o tre giorni a settimana per ciascuna classe e per appena tre ore al giorno.
L’inutilizzabilità della scala di emergenza ha drasticamente ridotto la capienza dell’edificio. Se prima erano ammessi 240 studenti al giorno, un decreto del Ministero dell’Interno del 2015 — secondo quanto comunicato dalla Città Metropolitana — consentirebbe di elevare la capienza fino a 500 persone anche senza la scala esterna.
La dirigente scolastica, Silvia Parigi, tuttavia, non ha ritenuto percorribile questa soluzione: la scala centrale, recentemente riconsegnata dopo i lavori finanziati con fondi Pnrr, non è a prova di fumo e non può essere considerata una via di fuga sicura in caso di incendio. Di conseguenza, il limite massimo resta fissato a 240 persone fino alla risoluzione del problema.
Lavori Pnrr e disagi prolungati
Città Metropolitana di Napoli ha avviato interventi per un valore di 7,5 milioni di euro, finanziati con risorse del Pnrr, destinati all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico dell’edificio. La conclusione dei lavori è prevista per il 31 marzo 2026.
Negli ultimi due anni studenti e docenti hanno convissuto con il cantiere: esami di maturità svolti tra martelli pneumatici e lezioni in condizioni spesso proibitive. Quando sembrava avvicinarsi il traguardo, è arrivata la nuova criticità strutturale.
Le soluzioni scartate
Tra le ipotesi valutate c’erano i doppi turni con frequenza pomeridiana, ma questa opzione non avrebbe garantito la presenza quotidiana a tutti i 980 iscritti. Anche il trasferimento temporaneo di alcune classi presso un altro istituto è stato preso in considerazione, ma non è stato attuato.
Limitare ulteriormente la frequenza in presenza avrebbe comportato una drastica riduzione delle ore di lezione, con conseguenze pesanti sulla preparazione degli studenti, in particolare dei maturandi, e con forti preoccupazioni da parte delle famiglie.
Il ritorno alla Dad
Alla fine, è stata scelta l’extrema ratio: la didattica a distanza per tutti, almeno per il periodo compreso tra il 18 e il 28 febbraio. Un calendario di emergenza pensato per garantire continuità didattica in attesa di interventi risolutivi sulla scala antincendio.
Un ritorno al passato che nessuno avrebbe voluto rivivere, ma che si è reso necessario per tutelare la sicurezza di studenti e personale scolastico.
Nel frattempo, la comunità scolastica dell’Alberti resta in attesa di risposte concrete e rapide, affinché i ragazzi possano tornare stabilmente tra i banchi di scuola.


















































































