ClubHouse il social della voce arriva in Italia – Ma solo per IPhone

ClubHouse il social della voce arriva in Italia – Ma solo per IPhone

Ha cominciato a spopolare anche in Italia ClubHouse il nuovo social network che si basa unicamente sulla voce. Ma come funziona?

Addio alle foto

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Nel Social Network ClubHouse la prima cosa che si nota è la totale assenza di post e immagini, se non quella del profilo, è la voce a farla da padrona.
L’unico modo di interagire con gli altri utenti è quello di partecipare alle varie discussioni contribuendo con la propria voce.

Si discute in stanze, divise per argomento, a comandare in quest’ultime ci sono i Moderatori che a loro volta decidono chi può parlare, i così detti Speaker che a loro volta creano i contenuti uditivi per gli Uditori, non ultimi per importanza, in quanto, se annoiati, possono togliere la parola ai secondi.

Sembra che ClubHouse non accetti ancora la pubblicità, infatti non è possibile iscriversi come azienda ma solo come persona, rendendo l’esperienza ancora più reale e personale.

Tra i VIP già iscritti possiamo trovare Fiorello e la Hunzikier. Non mancano i cantanti, sembra che a dare spettacolo siano stati Morgan e Calcutta litigando in una stanza.

Per l’iscrizione ClubHouse sembra quasi un social esclusivo

Essendo un Club al momento le iscrizioni sono possibili solo tramite invito da parte di chi già ne fa parte, ma sembra che in Italia siano già in parecchi ad aver ricevuto un invito da un amico, quindi sarà solo questione di tempo!

Seconda condizione, purtroppo ancora un po’ limitante, è l’essere in possesso di un sistema iOS, infatti l’applicazione non è disponibile per i sistemi Android, almeno non per il momento. Ciò sta creando non poca confusione per tutti gli utenti del sistema operativo di Google, che nella ricerca del social, sul PlayStore hanno trovato un’app omonima ma del tutto differente.

Quest’ultima condizione ricorda un po’ cosa successe con BuddyBank nel 2018, quando all’epoca era disponibile solo per IPhone, il che né limitò parecchio la diffusione, a tirarla fuori dai guai fu UNICREDIT rilasciando la versione per Android poco dopo l’acquisizione.

Sembra che dopo il polverone nato su WhatsApp per quanto concerne la privacy molte persone sia alla ricerca di un posto nuovo dopo poter comunicare, che sia questo quello giusto?

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