Giornata della sociabilità e del rifugiato a Grumo Nevano
L’Istituto San Gabriele di Grumo Nevano, ex convento, ospita da pochi anni la comunità MAMRE, un gruppo di volontari che si occupano di persone con disabilità. L’obiettivo dell’associazione è di mettersi a servizio della città per promuovere l’inclusione e l’utilizzo attivo degli spazi del territorio. Ieri 20 giugno si è festeggiata la Giornata della sociabilità, un’occasione per coronare le attività svolte durante i mesi precedenti.
Don Giorgio, il prete secolare che si occupa in prima persona della comunità, ha spiegato che “la socialità si unisce all’abilità: la parola sociabilità ci dice che le persone con disabilità iniettano nella società il valore della differenza. Molto spesso, quando si pensa alla disabilità, questa sembra un problema da affrontare; invece queste persone sono una risorsa preziosa per il territorio”. Con lui concorda la dott.ssa Clara Cristofaro, coordinatrice del progetto e psicologa, chiarendo che il focus della comunità MAMRE è proprio mettere al centro chi una voce non l’ha mai avuta.
Presente all’evento anche il primo cittadino di Grumo Nevano, Umberto Cimmino, emozionato davanti al pubblico di volontari e persone della comunità: “Essere qui con voi è un onore perché vedo persone vere, senza maschere, insieme ad eroiche persone che impegnano il loro tempo e tutto il loro essere per aiutare gli altri”. A lui l’onore del taglio del nastro e l’emissione della prima tessera del nuovo servizio di biblioteca e aula studio all’interno dell’Istituto, aperto gratuitamente a tutti i cittadini. Intervieneanche Franco Iannucci, coordinatore del progetto, che ci tiene a lavorare sul territorio per evidenziare e successivamente risolvere tutti gli ostacoli, come ad esempio le barriere architettoniche, che non permettono ancora di rendere la città totalmente inclusiva.
Conclude il professor Ciro Pizzo, che presenta la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”, il cui impianto fondamentale si basa “sull’ascoltare sempre la voce del soggetto, coinvolto in tutte le scelte e finalmente protagonista. Non è più possibile il solo assistere”, continua, “ma alle persone con disabilità devono essere forniti gli strumenti per intervenire e insegnate le modalità di partecipare concretamente a una vita che ha il diritto di essere vissuta come gli altri cittadini”.
Nella stessa splendida cornice dell’Istituto San Gabriele, nel tardo pomeriggio del 20 giugno si sono tenute le celebrazioni per la Giornata mondiale del rifugiato, indetta dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, per supportare tutte le persone che sono indotte a lasciare i propri paesi, per motivazioni che spesso coinvolgono la violazione dei diritti umani. Abbiamo incontrato Giovanna Lauro, presidentessa dell’associazione Centro Astalli Sud, che in collaborazione con Cantiere Giovani ha allestito quest’opportunità di celebrazione dei tanti migranti che accolgono ogni giorno nel Centro.
“Nel nostro centro offriamo anche molte attività di seconda accoglienza, in primis i corsi di italiano, di cui oggi i nostri studenti riceveranno l’attestato. Inoltre gli è possibile usufruire dello sportello legale, lo sportello lavoro e servizi per affiancarli nella ricerca di una casa”, ci dice Giovanna Lauro. “Purtroppo i rifugiati che arrivano in Europa ogni anno superano i 120 milioni, e la situazione sembra diventare più complessa non solo per i fondi a disposizione, ma anche per una questione delle recenti politiche d’accoglienza”. D’altro canto sembra che più del 71% degli italiani siano favorevoli ad accogliere i richiedenti asilo, quindi sicuramente questo dato potrebbe essere uno spunto per sperare che il nostro paese possa essere sempre più d’aiuto per chi ne ha bisogno.
Rosa Serra


















































































