
Sandra Milo Un ciak lungo 90 anni
Una “festa” di compleanno, in diretta su Rai Radio1, per i 90 anni di una delle più grandi attrici italiane. È quanto avvenuto a “Un giorno da pecora”, dove hanno festeggiato Sandra Milo, che ha appena raggiunto questo importante traguardo e si è raccontata ai microfoni della trasmissione. Alla domanda Ha mai pensato a quale età vorrebbe arrivare? «A 130 anni, e farò di tutto per arrivarci». «Io non ho per nulla paura della morte – ha spiegato la Milo – mentre i miei figli ne hanno molta. Mi piacerebbe essere presente quando loro moriranno, tenergli la mano e dirgli: vai tranquilla, non avere paura, tra poco ti raggiungo anche io, vedrai che vai in un bellissimo posto. E poi mi piacerebbe evitare agli altri il dolore della mia morte». Qual è stato il bacio più bello della sua vita? «Il primo bacio di Fellini. Venne in camerino a Cinecittà ma me lo ricordo poco perché ero talmente emozionata che…svenni!», ricorda l’attrice. E come reagì il regista? “Mi disse ‘che bamboccia che sei, ma come una donna come te che sviene per un bacio?’”.Emblema e simbolo vivente dell’amante italiana degli anni Sessanta e Settanta. Una vita caleidoscopica la sua, dai primi film con Rossellini e Pietrangeli all’incontro con Fellini, amore della sua vita, con cui ebbe una relazione clandestina per ben 17 anni. Poi la rinascita in tv. Ma chi è quella donna svampita, bellissima, dalla risata un po’ stridula e penetrante che si aggira sul tappeto di fotogrammi di celluloide che si rincorrono nel più importante, premiato e forse amato film di Federico Fellini? A questa domanda in pochi della generazione over 35-40,saprebbero dare una risposta. È Sandra Milo, Sandrocchia. La femme fatale di ‘8 1/2’, Carla l’amante del regista Guido Anselmi alias Marcello Mastroianni (sullo schermo) alias Federico Fellini (nella realtà) che diventa una icona.Una donna prorompente, maggiorata, per un decennio protagonista del cinema italiano (e quindi mondiale) prima con Rossellini (‘Il generale Della Rovere’ del 1959) e Antonio Pietrangeli (‘Adua e le compagne’ del 1960 e ‘Fantasmi a Roma’ del 1961), poi con Fellini che volle Sandrocchia – così la chiamava lui – in ‘8 1/2’ (1963) e poi in ‘Giulietta degli Spiriti’ (1965), dove in una sorta di gioco malvagio e tipico di quel maschio alfa che si immaginava sultano (vedi ‘La città delle donne’), mise accanto moglie e amante compiacendo il proprio ego virile e donando al mondo l’ennesimo capolavoro. Quella immagine rimane impressa nella mente di tutti, anche oggi che Sandra, all’anagrafe Salvatrice Elena Greco, nata per caso a Tunisi l’11 marzo del 1933, compie 90 anni.
Una donna esuberante, a cui piaceva giocare a fare un po’ l’oca giuliva, ma in realtà molto intelligente e arguta. La Milo che nonostante la notorietà e gli impegni lavorativi non ha mai rinunciato alla sua più grande passione: la famiglia:ha raccontato in una recente intervista a Verissimo che si sente “prima di tutto madre poi donna e poi attrice”.L’amore al centro della sua vita vissuta sempre pienamente. Una donna che ama le donne come lei stesso ha affermato. “Non abbiate sensi di colpa e accettatevi per quello che siete perché qualcosa di meraviglioso troverete sempre in voi”; ha poi raccontato anche della sua esperienza di donna vittima di violenza: di quando venne picchiata da un suo ex perdendo l’udito ad un orecchio. Ciò che colpisce della Milo novantenne è la serenità con cui affronta i temi della sua vita compreso il dolore, quello più duro, quello fisico.Ha narrato delle percosse subite e non denunciate per senso di umiliazione e vergogna, ma anche di comprensione della fragilità dell’essere umano, sorprendentemente con il sorriso sulle labbra, il sorriso di chi forte della sua raggiunta serenità interiore, non prova rancore.La sua vita sentimentale è stata molto movimentata: fu sposata a 15 anni col marchese Cesare Rodighiero da cui ebbe un figlio morto alla nascita e dal quale divorziò dopo 21 giorni (matrimonio poi annullato dalla Sacra Rota); poi si legò per 11 anni col produttore greco Moris Ergas che la fece debuttare con Rossellini e Pietrangeli, da cui nacque Debora, giornalista televisiva; quindi una successiva unione con Ottavio De Lollis con la nascita di Ciro e poi di Azzurra.
Molte vite le ha vissute anche dal punto di vista professionale, segno di un’intelligenza brillante e una grande autoironia e caparbietà. La sua vicenda professionale è stata caratterizzata dall’abbandono del cinema alla fine del decennio d’oro degli anni ’60, per un ritorno sulle scene al termine del decennio successivo, in un contesto politico-culturale profondamente mutato.Prima in radio poi in televisione, è riuscita a riaffermarsi come icona (secondo molti ‘trash’) e a radicalizzare la sua presenza in maniera efficace e permanente. In realtà nel 1973 avrebbe avuto l’occasione di legare il suo nome a un altro film (e un altro personaggio) di culto: Fellini l’avrebbe voluta in ‘Amarcord’ nel ruolo della Gradisca, ma se avesse accettato l’ex compagno De Lollis le avrebbe tolto l’affidamento dei due figli avuti insieme e la Milo scelse di essere,prima di ogni cosa, madre. Rinunciò al film di Fellini, ma tornò comunque a lavorare, prima in radio (‘Il mattiniere’ nel 1975) e poi, nel 1977 con l’aiuto dell’amico Maurizio Costanzo, in televisione, ove approdò come ospite nel primo talk show italiano ‘Bontà loro’in una delle serate che lei defini tra le più importanti della sua vita. Arrivarono poi gli anni in cui collaborò con ‘Mixer’ con Gianni Minoli e condusse ‘Piccoli Fans’ su Rai 2, la rete socialista della televisione pubblica.Sandra Milo è entrata involontariamente nella storia della televisione italiana anche per uno scherzo telefonico davvero meschino messo in pratica ai suoi danni: l’8 gennaio 1990, durante la trasmissione pomeridiana ‘L’amore è una cosa meravigliosa’ che condusse su Rai 2 nella stagione 1989-90, una voce femminile in diretta la informò che suo figlio Ciro era ricoverato in ospedale in gravi condizioni in seguito a un incidente stradale.La Milo non riuscì a trattenere le lacrime e scappò disperata dallo studio urlando il nome del figlio. Le urla di una sconvolta Sandra Milo vennero riprese da trasmissioni come ‘Blob’, ‘Striscia la notizia’ e ‘Target’, rendendole tanto popolari da essere citata nella canzone ‘La strana famiglia’ di Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, incisa nel 1991.Successivamente ispirò il titolo di una trasmissione satirica di Italia 1: ‘Ciro, il figlio di Target’. Anche sulla scena politica non è mancata la sua prorompente presenza. Vicina al Partito socialista italiano fin dagli anni Sessanta,negli anni ’80 ebbe un legame anche sentimentale molto forte con Bettino Craxi, allora leader del Psi. Di questa sua vita a contatto col mondo politico, vissuto all’interno del sistema destinato ad essere travolto da Tangentopoli, ne scrisse in un libro in parte autobiografico’Amanti’, dove racconta in maniera esplicita i retroscena di qualche decennio di vita pubblica italiana e ricostruisce la mappa dei luoghi e delle situazioni in cui si sono mossi i protagonisti della Prima Repubblica, dai leader politici ai cortigiani, dai portaborse e i segretari compiacenti alle attricette e i ruffiani.
“Ho voluto parlare di un’Italia di corruzione, di corrotti e di corruttori, proprio perché anch’io in qualche misura ho interpretato il doppio ruolo”, ammette l’attrice nel libro in cui sostiene che la seduzione è stata per lei un’arma a doppio taglio, perché nell’esprimere la sua forza, di fatto ha finito per metterla sotto accusa. Donna sempre controcorrente, in una delle ultime edizioni della Festa del Cinema di Roma conversando con l’AGI ha espresso la sua opinione sul movimento #MeToo e la battaglia contro le molestie in atto nel mondo dello spettacolo. “Non è certo una novità che gli uomini molestino le donne – ha raccontato – accade nel cinema come in ogni altro ambiente di lavoro.Ma una donna può sempre dire di no. Se non lo fa spesso è perché le fa piacere, c’è un po’ di vanità”. Poi ha aggiunto con una nota polemica: “Non capisco chi dice di essere stata molestata da un produttore e poi ci fa tre film: dovevi denunciarlo subito e non guardarlo più in faccia, non continuare a lavorare con lui”.
A 90 anni e dopo una vita intensa, Sandra Milo non si ferma. È infatti protagonista su Sky di ‘Quelle brave ragazze’, un viaggio per il mondo in compagnia di Mara Maionchi e Orietta Berti. Una trasmissione in cui si rimette in giocotra ricordi e desideri.Insomma una vera forza della natura, chiara, diretta e senza freni inibitori che continua ad irradiare carica di positività e allo stesso tempo serenità.Auguri splendida donna.
Maria De Rosa
Himedea, cosplayer napoletana
HIMEDEA, COSPLAYER NAPOLETANA Oggi, ospite della redazione di ErgoTV, una bravissima cosplayer napoletana, Himedea, nome d’arte di Chiara Cafarelli. Ciao,...

















































































