NAPOLI – Tre immobili confiscati alla criminalità organizzata tornano alla collettività e diventano luoghi di solidarietà, inclusione e cultura. È quanto prevede il nuovo bando pubblicato dalla Città Metropolitana di Napoli per l’assegnazione e la valorizzazione di tre beni situati nei comuni di Marano di Napoli, Giugliano in Campania e Casoria.
Si tratta di due appartamenti e di un villino con dépendance e ampio giardino che saranno concessi a enti del Terzo settore per la realizzazione di progetti ad alto valore sociale. La durata della concessione sarà di nove anni, con possibilità di un unico rinnovo per ulteriori nove.
Le destinazioni
Nel dettaglio, l’immobile di Marano di Napoli dovrà essere destinato alla realizzazione di una casa famiglia per minori. Quello di Giugliano in Campania sarà invece utilizzato per un progetto di assistenza alle persone con disabilità e sostegno alle loro famiglie. A Casoria, infine, nascerà uno spazio culturale e laboratorio per giovani, con attività di giornalismo e uno sportello sociale dedicato al territorio.
«Questo avviso rappresenta un ulteriore passo concreto nel percorso di restituzione alla comunità dei beni sottratti alla criminalità organizzata», ha dichiarato il consigliere metropolitano delegato ai Beni confiscati, Salvatore Flocco. «L’assegnazione per finalità sociali di questi immobili è fondamentale: non si tratta solo di recuperare spazi fisici, ma di creare veri e propri presìdi di legalità, soprattutto in quei comuni che in passato hanno subito scioglimenti per infiltrazioni camorristiche».
Flocco ha inoltre auspicato che le prossime assegnazioni possano coprire anche finalità istituzionali, come la realizzazione di una foresteria per le forze dell’ordine, rafforzando ulteriormente la presenza dello Stato sul territorio.
Domande entro il 28 febbraio 2026
Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12 del 28 febbraio 2026, secondo le modalità indicate nel bando pubblicato sul sito istituzionale della Città Metropolitana di Napoli.
Il caso Quarto
Il comune con il maggior numero di beni confiscati acquisiti al patrimonio pubblico è Quarto, con circa ottanta immobili già riutilizzati per finalità sociali: centri per anziani, case di comunità in collaborazione con l’Asl, strutture per bambini e bambine con autismo, centri per donne vittime di violenza, case delle associazioni e alloggi destinati a famiglie del territorio.
Un segnale forte in un’area dove negli anni i colpi inflitti alla camorra sono stati duri e continui, e dove la riconversione dei beni confiscati rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti di riscatto e legalità.


















































































