Frattamaggiore, la redazione di Ergotv,ha chiesto delle considerazioni, delle riflessioni sullo stato del sottosuolo frattese , ad un esperto geologo, profondo conoscitore della materia e del territorio.Giuseppe Falco , da tutti conosciuto come Geppino, geologo con alle spalle più di 40 anni di attività professionale, nell’albo professionale dal 1983, protagonista ed autore di numerosi piani di programmazione urbanistica, su Frattamaggiore e l’hinterland napoletano

Abbiamo chiesto di raccontarci del sottosuolo frattese:
Tutti i fenomeni di instabilità locale , siano essi banali o catastrofici, che si verificano nell’ambito territoriale del Comune di Frattamaggiore sono legati alla particolare condizione geologica del sottosuolo. Esso risulta, infatti, costituito, da due tipi di terreni sovrapposti, entrambi di origine vulcanica. Uno più profondo tufaceo, che ha un comportamento molto simile a quello di una roccia, ed uno più superficiale, privo di compattezza, specialmente nella parte più vicina alla superficie. Orbene, in un passato nemmeno troppo lontano, quando non c’erano particolari mezzi di trasporto, e scarse possibilità di approvvigionamento di materie prime, gli abitanti del luogo, per soddisfare il fabbisogno di materiali necessari all’edilizia, hanno provveduto a cavarli direttamente dal sottosuolo. La pratica intrapresa ha, però, lasciato, nel nostro tessuto urbano, specialmente nel centro storico, pericolosi vuoti sotterranei, orizzontali nel tufo dal quale si ricavava la “ pietra”, verticali nei terreni incoerenti soprastanti che servivano per raggiungere il banco tufaceo e dai quali si ricavavano pozzolane e lapilli utili alla costruzione, come malta i primi, come inerti leggeri i secondi. Di alcuni di questi vuoti si è addirittura persa la memoria storica della loro esistenza e ci si accorge della loro presenza solo in occasione degli eventi ” franosi” ad essi collegati. Va da se che la presenza di tutte queste cavità nel sottosuolo frattese, siano esse orizzontali o verticali, determina una condizione non di certo favorevole alla stabilità globale ed una certa propensione al dissesto che si accentua in presenza di elevati volumi d’acqua legati o ad eventi meteorici particolarmente eccezionali o legate a perdite delle condotte idriche e/o fognarie. In particolare le prime , se derivanti da condotte in pressione generano dei veri e propri processi erosivi con asportazione anche di grossi quantitativi di materiali. Per tale ragione, questi tipi di impianti, siano essi pubblici e/o privati vanno tenuti sotto costante e continuo controllo. Relativamente all’utilizzo che se ne può fare di dette cavità sotterranee, specialmente quelle a sviluppo orizzontale, le “Grotte”, nel caso in cui siano ancora in buono stato di conservazione, caso, a dire il vero secondo la mia esperienza, assai raro, possono essere tranquillamente utilizzate per gli usi cui sono state sempre adibite, ovvero a deposito di vini e/o prodotti agricoli che richiedano condizioni “ microclimatiche” proprie di queste cavità; ma con il tramonto della civiltà contadina, e l’avvento dei prodotti DOC, DOP, DGT , etc, etc, ormai la maggior parte di esse versa in condizione di abbandono totale e in molti casi anche dicondizioni di stabilità precaria. Qualche mente un po’ più fantasiosa ha anche pensato alla possibilità di utilizzarle come aree di parcheggio sotterranee ma suppongo che, facendo qualche conticino, il rapporto costi/ benefici per la realizzazione dell’opera siano molto, ma molto, più a svantaggio dei benefici rispetto ai costi. Volendo fare un esempio, si tratta di spazi sotterranei non grandissimi, che potrebbero ospitare a parcheggio, nella migliore delle ipotesi, cinque, sei automobili ad una profondità , mediamente, di 21 m circa , con una possibilità di manovra molto limitata. Il costo di un Impianto di sollevamento per portare un mezzo alla volta a tale profondità quanto viene a costarecostare? E gli impianti di areazione? E quelli antincendio e sicurezza vari? Provate a fare un po’ di conti. Di sicuro costa di meno fare un parcheggio sotterraneo a più livelli, con possibilità anche di sfruttamento economico, a partire da zero. Si potrebbe, invece prendere in considerazione l’ipotesi di sistemarne qualcuna, già in buone condizioni, riportarla allo “ Antico Splendore “ ed inserirla in un percorso turistico, tutto da realizzare, sulla civiltà contadina, magari abbinata ad un museo della Canapa che mi pare già preso in considerazione, almeno a livello di Idea, o ad un percorso turistico più ampio della citta che comprenda anche altre realtà storiche di Frattamaggiore. Di una cosa sono certo, non vanno e non devono essere utilizzate come discariche private perché tanto la TARSU si paga lo stesso.
Seguiranno aggiornamenti



















































































