TRUMP, QUALE FUTURO PER L’AMERICA E PER IL MONDO
L’insediamento del nuovo presidente statunitense ha sollevatonumerose critiche, come del resto era ampiamente prevedibile. Donald Trump è stato rieletto alle elezioni presidenziali il 5 Novembre 2024, a distanza di 4 anni dalla fine del suo primo mandato. Ad essere sconfitta è stata Kamala Harris, subentrata come candidata dopo la rinuncia dell’ex presidente Joe Biden. La ex vice aveva in realtà tutte le carte in regola per poter scrivere un nuovo capitolo di storia: la prima donna ad essere eletta come presidente degli USA. Contrariamente, gli americani hanno ben deciso di dimostrarci come spesso non si impari nulla dagli errori del passato.
Erano in molti ad essere convinti che la campagna elettorale della Harris avrebbe riscosso un enorme successo, portandola in vetta alle votazioni; numerosi personaggi di fama internazionale, come Oprah, Jennifer Lopez e Beyoncé, si erano schierati in favore della candidata, nella speranza di condurla alla Casa Bianca. Ma perché si è così tanto combattuto contro l’ascesa al potere di Donald Trump? In che cosa l’ex presidente non ha convinto a pieno durante il suo primo mandato?
La sua prima volta al potere fu molto discussa per quanto riguardava una serie di controversie legate a decisioni politiche, comportamenti personali e gestione di accordi, relazioni internazionali ed eventi chiave. Egli si dovette confrontare con l’avvento e con la conseguente gestione della pandemia, fattore da non sottovalutare data la delicatezza della questione in quegli anni: era un evento senza precedenti. I suoi errori furono vari, in primo luogo proprio quello di sottovalutare la gravità del Covid-19, per giunta promuovendo cure non scientificamente provate, come l’uso di idrossiclorochina o la celebre affermazione secondo la quale per sconfiggere il covid era necessaria “Un’iniezione di disinfettante”. Errata fu la sua retorica divisiva mediante l’utilizzo del social Twitter, ad oggi “X” dell’amico e fidato sostenitore Elon Musk, attaccando avversari politici o anche membri del suo stesso partito. Il Presidente espose, forse troppo, i suoi pensieri sessisti e specie razzisti, proprio nel periodo del movimento “Black Lives Matter”. Infine, per citarne un ultimo, si ritirò da una serie di accordi globali importanti, come l’Accordo di Parigi sul clima il 1° giugno 2017, con ufficializzazione il 4 novembre 2020 per via di un periodo d’attesa formale di 3 anni.
Nonostante i vari errori trumpiani sopracitati, ci resta ancora un tassello importante, riguardante non la sua carica, bensì la sua persona: tutt’oggi, l’ex imprenditore risulta colpevole per ben 34 capi d’imputazione e sarebbe già in carcere se non fosse stato per la sua rielezione.
Insomma, Donald Trump non è di certo quello che considereremmo un “santo”, eppure il popolo americano ha deciso di dargli fiducia una seconda volta, dopo il forse un po’ deludente mandato di Joe Biden.
Il 20 Gennaio 2025, Trump ha ufficialmente giurato, ed è quindi diventato a tutti gli effetti il 47° Presidente degli Stati Uniti d’America. Cosa c’è da aspettarsi dai prossimi 4 anni?
Le prime mosse in realtà sono già state rese note nelle 24 ore successive alla cerimonia: Trump vuole davvero rendere l’America “fantastica” di nuovo, come cita il suo slogan “Make America Great Again”, ma siamo davvero sicuri che nessuno ne pagherà le conseguenze?
Dopo il tanto chiacchierato ban della piattaforma TikTok nel continente americano, durato pressocché 12 ore scarse, Trump ha subito riportato il ciel sereno per milioni di utenti, firmando un ordine esecutivo per salvare il social più virale del momento. “È un’app che usano i giovani e se la Cina ruba i dati dei giovani, sinceramente, non è un grande problema” ha affermato, concludendo con: “È l’ultimo dei nostri problemi”. Non è di certo stata questa l’unica mossa del divisivo leader politico, siamo solo all’inizio. Per inaugurare questo nuovo mandato, l’ex leader repubblicano ha ritirato gli Stati Uniti dall’Oms e, nuovamente, dagli accordi di Parigi sul clima in tempi flash. Sospendendo per 90 giorni gli aiuti all’estero e ripristinando la pena di morte federale ha di certo dato il via ad un mandato che sarà tutt’altro che all’insegna della tranquillità.

Cosa altro c’è da aspettarsi?
Si vociferava, ma pare ormai certo, che Trump abbia deciso diabolire lo ius soli, cioè la legge che consentì proprio a suo padre Fred, nato in America da genitori tedeschi, di ottenere la cittadinanza statunitense sin dalla nascita e di trasmettere tale cittadinanza ai propri figli (Donald incluso). Nonostante le continue sorprese, l’Italia potrà restare pressoché tranquilla, in quanto i rapporti tra Meloni e Trump sembrano più che positivi e ormai consolidati, basti pensare che la Meloni sia stata l’unico leader europeo ad aver presenziato al giuramento. Italia a parte, le relazioni internazionali del continente americano potrebbero raffreddarsi con l’Europa, rafforzando invece tensioni con Iran e Cina. Lo scetticismo trumpiano riguardo i cambiamenti climatici potrebbe aggravare la condizione dell’inquinamento ambientale, come infatti abbiamo visto con gli accordi di Parigi. La presenza di Donald Trump al potere spaventa di certo per quanto riguarda un eventuale e sempre più concreto ritorno della destra al potere, portando alla lenta e graduale caduta della democrazia. Ne sono la prova anche solo alcuni dei presenti alla cerimonia d’insediamento, quali Giorgia Meloni, Elon Musk (e il suo saluto romano), Javier Milei e Tino Chrupalla, tutti esponenti con un forte allineamento ideologico di destra, alcuni anche di estrema destra, proprio come il neo presidente.
Insomma, Trump e il futuro del suo paese sono intrecciati con l’intero globo, nessuno riuscirà ad uscirne indenne. Non tutti i mali però vengono per nuocere, bisogna anche guardare i lati positivi: se non altro, Trump potrebbe essere lo schiaffo che serve a svegliare la sinistra in gran parte dei paesi dove ormai la destra sembra star prendendo il sopravvento. La volontà di Trump di mettere fuori gioco ogni opposizione possibile a colpi di ordini esecutivi ha come obiettivo rendere la sua rivoluzione irreversibile, scossone che in qualche modo si spera tenga sull’attenti le opposizioni, spingendole conseguentemente a fare qualcosa di concreto.
GABRIELLA COSTANZO



















































































