
Ucciso…..…come un gatto!!!!!!!!”
Questo accade nel cimitero di Frattamaggiore-Frattaminore e Grumo Nevano
Ogni anno assistiamo ad episodi di avvelenamento degli animali, in particolare in primavera. Le esche avvelenate si ritrovano con maggior frequenza in campagna ma, in alcuni casi, anche in cortili privati e in parchi pubblici . Nel cimitero di Frattamaggiore, dove da poco era stata regolarizzata una colonia felina, con tanto di cartelli affissi dall’Amministrazione Comunale, sono stati ritrovati 7 gatti morti. Quasi sicuramente sono stati avvelenati da chi, evidentemente, non gradiva la presenza dei felini. Un fenomeno che non ha flessione e resta sottovalutato non solo rispetto alla crudeltà del gesto, ma anche nei rischi potenziali per la salute pubblica e per l’impatto ambientale.
Uccidere animali selvatici o animali domestici con esche avvelenate è punito con il carcere : da tre a diciotto mesi (articolo 544 bis del codice penale, modificato con la legge 189/2004). Il maltrattamento di un animale comporta la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro (articolo 544 ter, pena aumentata della metà se i maltrattamenti provocano la morte). L’articolo 674 del codice penale punisce chi getta sostanze tossiche nel suolo pubblico.
Disumano e inaccettabile queste le parole del CDA del consorzio cimiteriale di di Frattamaggiore-Frattaminore e Grumo Nevano che si riunirà in settimana per avanzare proposte con le associazioni per contrastare questo fenomeno crudele e di monitorare con telecamere anche le parti nascoste del cimitero, in particolare dove è presente la colonia felina per maggiore repressione di gente assassina e incivile. Si è discusso anche di programmare percorsi didattici nelle scuole , per favorire negli studenti la consapevolezza di un rapporto rispettoso nei confronti degli animali.

















































































