L’INCHIESTA / Il welfare fantasma tra Napoli e provincia
CASO CAPRI E IL GHETTO CAMPANO: I DIRITTI NEGATI SUI BILANCI DEI COMUNI
Il diritto all’abitare non si misura in metri quadri ma in gradini e capitoli di bilancio. La condanna del Comune di Capri per “condotta discriminatoria collettiva”, ottenuta dall’Associazione Luca Coscioni e dall’attivista Christian Durso, ha squarciato il velo sul grande bluff dei PEBA (Piani Eliminazione Barriere Architettoniche). Obbligatori dal 1986, sono rimasti fantasmi burocratici mentre l’isola del lusso fatturava milioni escludendo i corpi fragili. Ma dove finiscono i soldi per l’accessibilità?
Mentre Capri mostra il classismo dello spazio pubblico – una sorta di darwinismo urbano che tollera solo corpi performanti funzionali alla cartolina turistica – la terraferma napoletana affoga nel cinismo dei bilanci. Molti municipi campani congelano i fondi vincolati alle politiche sociali per coprire la cassa corrente, usando il pre-dissesto come alibi per ignorare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). Perfino i progetti di “rigenerazione” del PNRR si rivelano scatole vuote, appaltati senza controlli: si rifà la facciata, ma l’ingresso resta sbarrato.
Il cortocircuito diventa violenza quotidiana nell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). A Napoli e provincia si consuma un ricatto silenzioso: 9.000 famiglie in graduatoria a fronte di appena 12 alloggi assegnati in tre anni. Nei “ghetti verticali” di Melito e Scampia, i disabili subiscono un confinamento strutturale: con ascensori rotti da mesi, l’inaccessibilità diventa un sequestro di persona di fatto esercitato dalla pubblica amministrazione. Speculare il caso di Anacapri, dove una cittadina disabile attende un alloggio idoneo da ben 13 anni.
L’Europa ha già blindato i fondi post-PNRR: l’accessibilità universale è vincolante. Per la Campania il tempo delle passerelle è scaduto. O i sindaci attiveranno i cantieri della dignità, o le casse pubbliche verranno travolte dai risarcimenti danni. L’accessibilità è un diritto esigibile in tribunale, e Capri è solo l’inizio.
A cura di Paolo Costanzo




















































































