di Antonio Parrella
Aumento delle retribuzioni del 6% e lotta al caporalato. E’ stato siglato il rinnovo contrattuale degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Napoli, che tiene conto dell’inflazione e garantisce così una giusta retribuzione per i lavoratori agricoli. Le organizzazioni agricole Confagricoltura, Coldiretti e CIA, insieme ai sindacati Fai Cisl e Uila Uil, hanno raggiunto un accordo nel pomeriggio di lunedì 9 settembre firmando il rinnovo del relativo Contratto Provinciale di Lavoro (CPL).

Tra le importanti novità anche l’introduzione di premi di produttività, un maggiore sostegno alla manodopera migrante, più attenzione al problema delle donne vittime di violenza, iniziative per il contrasto al caporalato e al lavoro nero, attraverso la costituzione e attivazione della Rete Agricola di Qualità. E ancora maggiori tutele sociali in tema di welfare contrattuale.
Da annotare che tra le principali novità c’è l’aumento del salario del 5% a partire dall’1 settembre 2024 e di un ulteriore 1% dal prossimo 1 gennaio. Vengono istituite, inoltre, nuove figure professionali, vengono potenziati gli enti bilaterali ed è stato aumentato il premio per obiettivo aziendale, da 700 a 800 euro.
Per le donne vittime di violenza sarà possibile avvalersi di un’astensione dal lavoro di 90 giorni nell’arco di tre anni, mentre in tema di welfare è previsto un ulteriore periodo di aspettativa per i lavoratori con patologie oncologiche. Infine, rilevanti novità riguardano i migranti, con l’impegno di risolvere i problemi relativi al trasposto e alla residenza, del Tfr e della formazione in lingua.

Il presidente di Confagricoltura Napoli, Giovanni Tammaro, annunciando la firma dell’accordo, ha espresso grande soddisfazione per le sensibilità mostrate da tutti i rappresentanti sindacali nel raggiungere questo importante accordo provinciale, che dà risposta a circa 10 mila lavoratori e lavoratrici in provincia per un totale di un milione e mezzo di giornate lavoro.
“Con questo rinnovo – spiega Tammaro – intendiamo superare il difficile momento che il settore sta vivendo, puntando alla valorizzazione del lavoro in agricoltura e all’incremento e al miglioramento delle prestazioni welfare garantite dall’Ente bilaterale, fornendo allo stesso tempo risposte concrete a tutti i lavoratori del comparto e alle aziende agricole”.


















































































