Quanto i costrutti sociali possono influenzare la nostra quotidianità? La risposta è molto semplice seppur sorprendente poiché se ad esempio facessimo riferimento alla distinzione tra uomo e donna potremmo realizzare che la maggior parte delle nostre interazioni sociali sono basate su questa distinzione che spesso diamo per scontato.
Nonostante siano passati secoli, ancora oggi spesso di pensa che le differenze tra uomini e donne siano qualcosa di biologico e naturale come ad esempio caratteristiche anatomiche, ormonali e strutture cerebrali.
Fortunatamente i sociologi sono venuti in nostro soccorso per sradicare dalle nostre mentalità queste convinzioni sbagliate dimostrando che non vi è alcuna correlazione semplice tra biologia e comportamento: prendiamo per esempio il livello di testosterone quale aumenta in base a delle situazioni in determinati ambienti sociali come un evento atletico dove il testosterone dei vincitori aumenta esattamente come diminuisce nei perdenti. Cosa dunque possiamo capire da questo? Che semplicemente non vi è correlazione alcuna tra fisiologia e comportamento.
Ma per capire questi fenomeni al meglio è necessario innanzitutto prestare una particolare attenzione alla differenza tra sesso e genere.
Sesso-> Esso riguarda la sua biologia, il corredo cromosomico, la fisiologia e l’apparato sessuale e riproduttivo. Gli esseri umani data la riproduzione sessuata (gamica) si dividono quasi sempre in maschi e femmine, ma anche in questo contesto vi sono delle eccezioni come per quanto riguarda le persone intersessuate quali presentano caratteristiche genitali ambigue.
Genere-> Grazie a delle ricerche sociologiche è stato dimostrato che il genere è solo frutto di un costrutto sociale e culturale dunque si parla di Costruzione sociale del genere per indicare quei processi che prevedono la socializzazione, di aspettative e di comportamenti che vengono associati e ritenuti più appropriati per maschi e femmine e che determinano degli atteggiamenti ben precisi. È proprio per colpa di questi schemi che rendono scandalosi i comportamenti di chi non li segue.
Per colpa di questa mancata informazione sul genere si pensa che la mascolinità e la femminilità siano caratteristiche legate alla nascita ma ciò non risulta veritiero poiché sono caratteristiche acquisite durante il corso della crescita, in quanto il genere è estremamente fluido.
Questa gerarchie di idee dove si definisce ciò che è maschile e ciò che è femminile ci è stata inculcata dal processo di socializzazione e perdura dalla nascita fino a tutto il nostro percorso di cresciuta, si parla quindi di ordine di genere che appunto racchiude tutti i pensieri legati a questo schema gerarchico.
Tramite però il processo di socializzazione avviene anche il percorso legato alla scoperta dell’identità di genere che spesso viene associata al sesso, ma come abbiamo ben visto, il genere non è legato all’aspetto biologico, dunque sebbene possa essere allineata al sesso di nascita, non sempre vi corrisponde: da qui nascono le persone Transgender, Non-binary e si parla dunque di disforia di genere.
Ma facciamo un’ulteriore approfondimento: l’orientamento sessuale.
Esso non dipende né dal sesso né dal genere ma dipende unicamente dal tipo di attrazione (se presente) nei confronti di altri esseri umani e risponde solo alla domanda <<Chi mi piace?>> e NON alla domanda <<Chi sono?>>
Gli orientamenti sessuali sono dunque tantissimi come ad esempio l’omosessualità, la bisessualità, l’asessualità, la pansessualità e via dicendo…
Negli anni ’90 si è però aperto un campo più vasto dove gli individui non vogliono omologarsi a nessuna etichetta né tantomeno vogliono che la loro identità sia caratterizzata rispetto al sesso e al genere: è il caso delle persone Queer.
Giovanna Gervasio


















































































