Una voce…un sorriso…un saluto…ciao Mario! Chi è solito, soprattutto per lavoro, frequentare la stazione di Piazza Garibaldi a Napoli lo ha di sicuro conosciuto, stiamo parlando di Mario, che purtroppo ci ha lasciati, stroncato da un malore nella giornata di Sabato scorso. Mario era scappato dal suo paese di origine, la Liberia, terra di dolori, dove lui e gli altri uomini venivano trattati come schiavi ed il desiderio di una vita che si definisca tale, di dignità e di libertà l’aveva portato, come tanti, ad affrontare il mare per raggiungere poi il nostro paese. E Napoli lo aveva accolto.
Noi passeggeri distratti, immersi nei nostri già stanchi pensieri, ancor prima di incrociare il suo sguardo, quegli occhi grandi e parlanti, venivamo raggiunti dalla sua voce. Lui era appoggiato lì, in una parte della stazione che ti porta verso l’esterno, la sua figura appariva forte, era un signore distinto e sempre in ordine ed il faccione che emergeva dal cappello era un messaggio di bontà. La prima volta che lo incontravi non ti aspettavi che, d’improvviso, tu venissi ridestato dal torpore del mattino con la sua voce, forte, inconfondibile che ti insigniva della carica di President, Primo Ministro, Ambasciatore, o First Lady, Principessa, Modella… e sul tuo viso appariva, come un arcobaleno dopo la pioggia, un sorriso che ti illuminava il cuore. Gli attimi subito successivi erano un misto di benessere e di gioia, non conoscendo il suo nome gli ricambiavi il saluto con un ciao fratello…o ciao bello… e la giornata iniziava con una enorme carica positiva.
Mario non ha mai chiesto nulla ma ha donato tanto. I suoi gesti, la sua voce che ora riecheggiano nel brusio dei passi dei viandanti portano a riflessioni profonde, al senso della vita e di tutte quelle emozioni, quelle belle, di un essere umano che, pur in condizioni di difficoltà, riesce a trasmettere e donare ad un altro essere umano. Da domani Mario mancherà a tantissimi di quei viandanti e quando, personalmente, sarò vicino al punto dove mi salutavi sentirò la tua voce che mi saluta…ciao PRESIDENT ed io, non senza un filo di commozione, risponderò…Ciao Mario…
Mimmo Liguori

















































































