La caduta del razzo cinese è prevista nella giornata di oggi, da quanto detto dalla protezione civile anche l’Italia deve restare in allerta
La caduta del razzo cinese colpirà anche l’Italia: ecco dove
Parliamo del razzo cinese Long March 5b (Lunga Marcia) in caduta libera sulla Terra. L’astrofisico Gianluca Masi attraverso il Virtual Telescope Project di cui è il responsabile scientifico ha immortalato l’oggetto: è lungo 30 metri, largo 5 e pesante oltre 20 tonnellate ed è è in rientro incontrollato da alcuni giorni, dopo il lancio del primo modulo “Tianhe-1” della nuova stazione spaziale cinese, il cui completamento è previsto per il 2022. L’Asi, che siede al tavolo tecnico, sottolinea che “i sistemi di monitoraggio nazionale stanno ovviamente seguendo l’orbita di caduta ma al momento la finestra temporale è ancora troppo ampia – stimata ad ora tra le 20.30 di questa sera e le 8.30 di domani 9 maggio, con come punto centrale orario le 2.24 del mattino – e quindi bisogna ancora aspettare”.
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Parla la Protezione civile: ecco cosa fare
Ieri, sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, la Protezione civile ha fornito alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione. E’ poco probabile che i frammenti del razzo causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti, sottolinea la Protezione civile che consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate.
“I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici“, ha spiegato la Protezione civile.
All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti. “È poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto“, ha spiegato ancora la Protezione civile consigliando, “in linea generale, a chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti“.
La questione è la seguente: ci sono 9 regioni del centro-sud che potrebbero essere interessate dalla caduta dei pezzi del missile cinese, prevista nella notte tra sabato 8 e domenica 9 maggio 2021. C’è la Campania. E non solo: ci sono anche Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

















































































