La “promenade” di Casabella: passeggiare verso il declino o marciare verso il progresso?
A Frattamaggiore oggi si confrontano due idee radicalmente diverse di città. Da una parte c’è chi ha una visione concreta di crescita, sviluppo economico e valorizzazione del territorio; dall’altra c’è chi si limita a una politica fatta di slogan, passeggiate simboliche e denunce sterili, senza una vera proposta per il futuro.
Negli ultimi dieci anni, Frattamaggiore è diventata un polo di attrazione per giovani, famiglie, attività commerciali e ristorazione. Il centro cittadino vive una nuova vitalità, cresce l’accoglienza turistica, aumentano i B&B e si consolida un’economia urbana che valorizza il patrimonio immobiliare dei cittadini e sostiene i comparti storici del commercio, della moda e dell’artigianato di qualità di tutta l’area di Napoli Nord.
Questa trasformazione non è casuale. È il risultato di una strategia che guarda alle nuove politiche territoriali della Regione Campania, puntando sull’undertourism: il turismo di prossimità, lento, esperienziale, capace di portare flussi economici nei centri urbani fuori dalle rotte sature del turismo di massa.
Per questo il Partito Repubblicano Italiano, in sinergia con la lista AVANTI, chiede con forza l’istituzione di un Assessorato al Turismo, alla Moda e all’Identità Territoriale. Non un contenitore vuoto, ma uno strumento operativo per costruire la prima DMO cittadina: una cabina di regia che unisca Comune, associazioni di categoria, imprese e artigiani per fare di Frattamaggiore il comune capofila dell’area nord nella promozione delle eccellenze produttive.
Le risorse esistono. I fondi regionali POC rappresentano una concreta opportunità per finanziare il progetto Hub Atellano-Frattese, inserendo la città nei circuiti ufficiali di promozione turistica come Campania Travel e SCABEC. Questa è programmazione. Questa è visione. Non l’ennesimo “hub” improvvisato, buono solo per alimentare convegni e sparire dopo pochi mesi.
Chi oggi propone “urban walking” e passeggiate dimostrative per il centro, fingendo di scoprire i problemi della città, in realtà certifica l’assenza di una prospettiva. Passeggiare sul Corso Durante guardando le buche per terra non crea lavoro. Non apre attività. Non porta investimenti. Non valorizza il patrimonio immobiliare. Non sostiene i commercianti.
Mentre qualcuno cammina senza meta, noi proponiamo una direzione: una città che non sia soltanto memoria benedettina, ma motore economico del territorio, capace di attrarre investimenti, valorizzare il commercio, sostenere il settore moda, rafforzare la ricettività e dare opportunità ai giovani.
Il tempo delle finzioni civiche è finito. Servono competenza, relazioni istituzionali e una strategia di sviluppo reale.
O si passeggia verso il declino, o si marcia verso il progresso.












































































