
Nella giornata di ieri è stata emessa la sentenza del Tribunale Amministrativo Regione Campania che ha rigettato il ricorso N. 08015/2021, presentato dal Comune di Qualiano in prima istanza e dal Comune di Parete e Comitato Kosmos quali firmatari ad adiuvandum del procedimento, che si sono costituiti in giudizio contro la realizzazione dell’impianto di Tritovagliatura (spacchettamento ecoballe) da costruire nell’area industriale della Ex centrale Enel-Turbogas – località Borgo Riccio a Giugliano in Campania e che dovrà servire a tritovagliare (aprire e scomporre per poter recuperare materiali riciclabili) le oltre 6milioni di “Eco”balle stanziate e lasciate a marcire – da oltre 20 anni – in località Taverna del Re (Giugliano in Campania).
Il TAR della Campania, ha ritenuto che non vi fossero elementi validi tali da determinare la sospensione delle attività di realizzazione del costruendo impianto, in virtù del fatto che non si tratta di un “impianto atto al trattamento finale dei rifiuti”(quindi per la successiva produzione di energia per incenerimento) ma dedito alla lavorazione intermedia del rifiuto e, quindi, tale da non arrecare un danno alle popolazioni residenti nei comuni di Giugliano in Campania e limitrofi.
Certo è che il costruendo impianto non potrà fare altro che appesantire una condizione ambientale dove l’impatto inquinante è già oltre ogni soglia limite tollerabile dalla popolazione, questo alla luce delle conclusioni evidenziate nel recentissimo studio pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità (commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord), che ha comprovato il nesso causale tra l’incidenza Tumori/Inquinamento del territorio facente parte della tristemente nota “Terra dei Fuochi”, i cui dati più significativi di tale incidenza sono registrati proprio nel Comune di Giugliano in Campania, indicato per la costruzione del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti.
Le popolazioni residenti sono ormai stanche del lassismo istituzionale, che antepone le didascalie burocratiche alla salvaguardia e alla tutela della salute, ma soprattutto sono stanche di vedere mortificato ancora su questo territorio un diritto fondamentale quale è quello alla “VITA”, si perché, come dimostrato dalla tristemente nota relazione dell’ISS, la mortalità per cancro e l’altissimo tasso di malattie infantili e legate alla infertilità, sono direttamente proporzionali alla presenza di un’altissima concentrazione di fattori che determinano l’altoinquinamento ambientale, e la realizzazione di un ulteriore impianto per il trattamento dei rifiuti (seppur di basso impatto), in un territorio già allo stremo non fa che aggravare una situazione già al collasso e non più tollerabile da chi vive quotidianamente in questi luoghi.
I referenti del Comitato Kosmos, chi fin dall’inizio si sono opposti alla scelta di realizzare l’impianto sul territorio giuglianeseannunciano che non si fermeranno alla decisione del TAR ma continueranno ogni forma di lotta contro tale decisione, in ogni sede che sia istituzionale, giuridico/amministrativa, sociale per mezzo di ulteriori movimentazioni pubbliche, per fermare l’iter realizzativo dell’impianto, al fine di salvaguardare il diritto inalienabile che è la salute di tutti.
Renato Scognamiglio – direttivo comitato Kosmos

















































































